Sentiment di mercato negativo. Prosegue il trend al ribasso

Market-movers:

  • Cina
  • Prezzi Petrolio
  • Tensioni geopolitiche
  • Dati macro-economici

 

Nel corso della scorsa settimana i mercati azionari internazionali hanno proseguito nel trend negativo, riportando consistenti perdite. Un breve recupero si è registrato a metà settimana per poi velocemente erodersi nei giorni successivi. Il sentiment di mercato è rimasto negativo e l’avversione al rischio degli investitori elevata. I timori per le prospettive di crescita globale, in primis per il rallentamento di Cina e paesi Emergenti, ed il crollo dei prezzi del petrolio hanno infatti continuato ad alimentare le vendite di asset di rischio sui mercati. A pesare sono stati anche gli attacchi terroristici che in settimana hanno colpito Istanbul e Giacarta, acuendo le tensioni geopolitiche internazionali. Sul piano macro, negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono inaspettatamente salite, segnalando una battuta d’arresto nel cammino di progressivo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro americano. Per quanto riguarda l’Area Euro, invece, il dato del PIL della Germania relativo al 2015 ha mostrato un’espansione economica dell’1.7% a/a, rispetto al +1.6% dell’anno precedente, grazie al miglioramento dei consumi domestici sostenuti da occupazione e politica monetaria espansiva. Infine, in Cina i dati pubblicati in settimana hanno dato nuovi segnali negativi. In particolare, sia le importazioni che le esportazioni sono scese a dicembre, rispettivamente, del -7.6% a/a e -1.4% a/a.

 

News-flow macro: negli Stati Uniti le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate a 284K (vs. 277K precedente e 275K atteso). Le vendite al dettaglio anticipate sono scese a dicembre del -0.1% m/m (vs. +0.4% precedente e -0.1% stimato). L’indice PPI ex alimentari ed energia sono saliti a dicembre del +0.1% m/m (vs. +0.3% precedente e +0.1% atteso). La produzione industriale è scesa a dicembre del -0.4% m/m (vs. -0.9% precedente e -0.2% stimato). Infine, gli indicatori dell’Università del Michigan su sentiment ed aspettative economiche sono saliti a gennaio, da una prima lettura dei dati, rispettivamente, a 93.3 (vs. 92.6 precedente) e 85.7 (vs. 82.7 precedente). Nell’Area Euro la produzione industriale destag. m/m è scesa a novembre del -0.7% (vs. +0.8% precedente e -0.3% stimato). In Giappone l’indice di fiducia dei consumatori è aumentato a dicembre a 42.7 (vs. 42.6 precedente e 42.5 atteso). Gli ordini di macchinari sono scesi a novembre del -14.4% m/m (vs. +10.7% precedente e -7.3% stimato), su base annua sono saliti del +1.2% (vs. 10.3% precedente e +6.3% stimato). In Cina le esportazioni ed importazioni sono scese a dicembre, rispettivamente, del -1.4% (vs. -6.8% precedente e -8% atteso).

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei rendimenti governativi benchmark Euro e USA. Guardando al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve sono state interessate da uno spostamento verso il basso. I differenziali di rendimento tra i titoli governativi decennali periferici ed il Bund tedesco hanno allargato in settimana, così come gli indici CDS.

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