Mercati ancora negativi. Non si allentano i timori per la crescita globale

Market-movers:

  • Prezzi petrolio
  • Trimestrali società
  • Dati macro-economici

 

Nonostante gli sforzi delle banche centrali atti a sostenere economia e mercati, le Borse internazionali hanno continuato a scendere nel corso della scorsa settimana, salvo alcune giornate di rimbalzo. Ad incidere negativamente sull’andamento dei mercati continuano ad essere i timori per il rallentamento della crescita globale, a fronte della continua discesa dei prezzi del petrolio, di dati macro nel complesso poco rassicuranti ed utili sotto le stime. In Cina l’indice PMI manifatturiero ha mostrato un ulteriore deterioramento a gennaio, scendendo a 49.4 rispetto a 49.7 del mese precedente, a conferma del rallentamento in atto dell’economia cinese. Anche i dati americani pubblicati in settimana sono stati in parte deludenti e stanno spostando in avanti le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed. In particolare, il PMI manifatturiero è uscito sotto le attese, attestandosi a gennaio a 52.4, rispetto a 52.6 di consenso. Analogamente i PMI di servizi e composite sono scesi a gennaio, attestandosi entrambi a 53.2. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, i dati sono stati misti, se da un lato il tasso di disoccupazione è sceso e si è registrato un lieve aumento dei salari, dall’altro le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate a 285K, rispetto a 277K della precedente rilevazione e 278K stimato. Negativo il dato degli ordini di fabbrica, scesi a dicembre del -2.9%, rispetto al -0.7% precedente. Non hanno fatto eccezione i dati dell’Eurozona, alle prese anche questa con il rallentamento globale e l’attuale turbolenza di mercato.

News-flow macro: negli Stati Uniti la variazione dell’occupazione nel settore privato è stata a gennaio di 205K (vs. 267K precedente e 195K atteso). La variazione dei salari non agricoli è stata a gennaio di 151K (vs. 262K precedente e 190K stimato). Il salario medio orario è salito a gennaio del +0.5% m/m (vs. 0% precedente e +0.3% atteso). Il tasso di partecipazione della forza lavoro è lievemente salito a gennaio, attestandosi al +62.7% (vs. 62.6% precedente). La disoccupazione è scesa a gennaio al +4.9% (vs. +5% precedente). Nell’Area Euro in Germania i PMI manifatturiero, di servizi e composite si sono attestati a gennaio, rispettivamente, a 52.3 (vs. 52.1 atteso), 55 (vs. 55.4 stimato) e 54.5 (vs. 54.5 atteso). Gli ordini di fabbrica in Germania sono scesi a dicembre del -0.7% m/m (vs. +1.5% precedente e -0.5% atteso). Nel complesso dell’Area l’indice PPI è sceso a dicembre del -0.8% m/m (vs. -0.2% precedente e -0.6% stimato), su base annua l’indice è sceso del -3% (vs. -3.2% precedente e -2.8% atteso). I PMI manifatturiero, di servizi e composite si sono attestati a gennaio, rispettivamente, a 52.3 (vs. 52.3 stimato), 53.6 (vs. 53.6 atteso) e 53.6 (vs. 53.5 stimato). Le vendite al dettaglio sono salite a dicembre del +0.3% m/m (vs. 0% precedente e +0.3% atteso). In Giappone l’indice di fiducia dei consumatori è sceso a gennaio a 42.5 (vs. 42.7 precedente e 42.5 atteso).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei rendimenti governativi benchmark Euro e USA. Guardando al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve sono state interessate da uno spostamento verso il basso. I differenziali di rendimento tra i titoli governativi decennali periferici ed il Bund tedesco hanno allargato, così come anche gli indici CDS.

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *