Aggiornamento settimanale sui Mercati: Trend negativo dei mercati e Volatilità elevata

Market-movers:

  • Prezzi petrolio
  • Trimestrali società
  • Dati macro-economici

 

Nel corso della scorsa settimana i mercati azionari hanno proseguito nel trend di discesa, in un contesto di elevata volatilità. Non si allentano i timori per le prospettive di crescita globale, esposta a diversi fattori di rischio: il rallentamento di Cina ed Emergenti, il crollo del petrolio e di altre materie prime, le incertezze circa la solidità di alcune banche europee, la mancanza di segnali forti di crescita negli Stati Uniti ed Eurozona. Gli investitori sembrano aver perso fiducia anche nella capacità delle banche centrali di sostenere l’economia, mostrando elevata avversione al rischio che si è riflessa nella crescente domanda dei cosiddetti haven asset, determinando il rialzo delle quotazioni dell’oro, il rafforzamento dello yen e la discesa dei rendimenti di Bund e treasury US. In effetti, la Yellen con il suo discorso al Congresso di questa settimana non è riuscita a calmare gli animi, riconoscendo che le condizioni finanziarie sono diventate meno favorevoli per la crescita americana e, se protratte, potrebbero impattare le prospettive dell’attività economica e del mercato del lavoro. La Yellen ha ribadito l’intenzione della Fed di rialzare gradualmente i tassi, facendo presente tuttavia che il proseguire delle turbolenze sui mercati potrebbe modificare il piano di rialzi previsto per il 2016. Ad ogni modo, la Fed non ha modificato le sue stime di crescita per l’economia americana, reputando ancora prematuro stabilire se l’attuale correzione di mercati azionari, prezzi del greggio e alcuni rendimenti obbligazionari rappresenti una fase di volatilità o rifletta effettivamente un peggioramento dei fondamentali dell’economia globale.

News-flow macro: negli Stati Uniti le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 269K (vs. 285K precedente e 280K stimato). Le scorte delle società sono salite a dicembre del +0.1% (vs. -0.1% precedente e +0.1% atteso). Gli indici dell’università del Michigan su sentiment ed aspettative economiche si sono scesi a febbraio, rispettivamente, a 90.7 (vs. 92 precedente e 92.3 stimato) e 81 (vs. 82.7 precedente). Nell’Area Euro in Germania la produzione industriale destag. è scesa a dicembre del -1.2% m/m (vs. -0.1% precedente e +0.5% atteso). Sempre in Germania le esportazioni ed importazioni si sono contratte a dicembre, rispettivamente, del -1.6% m/m (vs. +0.5% precedente e +0.5% atteso) e -1.6% m/m (vs. +1.3% precedente e -0.5% stimato); l’indice CPI è sceso a gennaio del -0.8% m/m, su base annua è salito del +0.5%. Il PIL destag. è salito nel quarto trimestre del 2015 del +0.3% t/t (vs. +0.3% precedente e +0.3% atteso). Nel complesso dell’Area la produzione industriale destag. è scesa a dicembre del -1% m/m (vs. -0.5% precedente e +0.3% stimato); il PIL destag. si è attestato nel quarto trimestre del 2015 al +0.3% t/t (vs. +0.3% precedente), su base annua al +1.5% (vs. +1.6% precedente). In Giappone l’indice PPI è sceso a gennaio del -0.9% m/m (vs. -0.4% precedente e – 0.7% stimato). In Cina le esportazioni ed importazioni sono scese a gennaio, rispettivamente, del -11.2% a/a (vs. -1.4% precedente e -1.8% stimato) e -18.8% a/a (vs. -7.6% precedente e -3.6% atteso).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei rendimenti governativi benchmark Euro e USA. Guardando al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve sono state interessate da uno spostamento verso il basso. I differenziali di rendimento tra i titoli governativi decennali periferici ed il Bund tedesco hanno continuato ad allargare, così come anche gli indici CDS.

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