La Cina resta al centro dell’attenzione dei mercati

Market-movers:

  • Prezzi petrolio
  • Dati macro-economici

 

Nel corso della scorsa settimana i principali mercati azionari hanno registrato nel complesso performance positive, pur in un contesto di incertezza e persistente volatilità. Le spinte positive sono arrivate da un certo recupero dei prezzi del petrolio e dalle attese di manovre aggiuntive di stimolo da parte delle autorità monetarie, con particolare riferimento alla Banca Centrale Europea, dopo i dati deludenti di PMI ed inflazione nell’Area Euro. Nel dettaglio, gli indici PMI per il complesso dell’Area sono scesi ulteriormente a febbraio, dopo il calo registrato a gennaio, confermando il deterioramento delle condizioni economiche nell’Area. È stato soprattutto il settore manifatturiero ad indebolirsi, riflettendo anche il dato negativo della Germania, dove l’indice PMI manifatturiero è sceso a febbraio di 2.1 punti. I listini asiatici hanno avuto invece un andamento contrastato, dato il permanere dei timori per il rallentamento dell’economia cinese, nonostante le rassicurazioni del governatore della People’s Bank of China al G20 ed il cambio al vertice dell’autorità di sorveglianza bancaria cinese. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, positivo il dato degli ordini di beni durevoli che, in base ad un prima lettura, sono saliti a gennaio oltre le attese del +4.9%, a fronte del -4.6% precedente e del +2.9% stimato.

News-flow macro: negli Stati Uniti il PMI manifatturiero è sceso a febbraio a 51 (vs. 52.4 precedente e 52.4 atteso). L’indice di fiducia dei consumatori è sceso a febbraio a 92.2 (vs. 97.8 precedente e 97.2 stimato). Le vendite di case sono aumentate a gennaio del +0.4% m/m (vs. +12.1% precedente e -2.5% atteso). Gli indici PMI di servizi e composite sono scesi a febbraio, rispettivamente, a 49.8 (vs. 53.2 precedente e 53.5 stimato) e 50.1 (vs. 53.2 precedente). Le vendite di nuove case sono scese a gennaio del -9.2% m/m (vs. +8.2% precedente e -4.4% stimato). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate a 272K (vs. 262K precedente e 270K atteso). Il PIL annualizzato è cresciuto nel quarto trimestre del 2015 dell’1% t/t, più della stima di consenso del +0.4%. Gli indici dell’Università del Michigan su condizioni correnti ed aspettative economiche sono saliti a febbraio, rispettivamente, a 106.8 (vs. 105.8 precedente) e 81.9 (vs. 81 precedente). Nell’Area Euro gli indici PMI manifatturiero, di servizi e composite in Germania si sono attestati a febbraio, rispettivamente, a 50.2 (vs. 52.3), 55.1 (vs. 55 precedente) e 53.8 (vs. 54.5 precedente). Nel complesso dell’Area i PMI manifatturiero, di servizi e composite sono scesi a febbraio, rispettivamente, a 51 (vs. 52.3 precedente), 53 (vs. 53.6 precedente) e 52.7 (vs. 53.6 precedente). In Germania le esportazioni ed importazioni sono scese nel quarto trimestre del 2015, rispettivamente, del -0.6% t/t (vs. +0.3% precedente e -0.3% atteso) e +0.5% t/t (vs. +1.1% precedente e +0.3% stimato). Gli indici IFO su clima commerciale in Germania ed aspettative economiche sono scesi a febbraio, rispettivamente, a 105.7 (vs. 107.3 precedente) e 98.8 (vs. 102.3 precedente). Nel complesso dell’Area l’indice CPI è sceso a gennaio del -1.4% m/m (vs. +0% precedente e -1.4% atteso). La fiducia economica nell’Area è scesa a febbraio a 103.8 (vs. 105.1 precedente e 104.3 atteso). Infine, in Germania l’indice CPI armonizzato UE è sceso a febbraio a +0.4% m/m (vs. -1% precedente e +0.6% stimato). In Giappone l’indice CPI si è attestato a gennaio allo 0% a/a (vs. +0.2% precedente).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione dei rendimenti governativi benchmark Euro su tutte le scadenze, mentre sulla curva USA i tassi sono lievemente aumentati. Guardando al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve sono state interessate da uno spostamento verso il basso. I differenziali di rendimento tra i titoli governativi decennali periferici ed il Bund tedesco hanno stretto in settimana, così come anche gli indici CDS.

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