Aggiornamento settimanale: La BCE sorprende i mercati annunciando un pacchetto straordinario di misure espansive

Market-movers:

  • BCE
  • Prezzi petrolio
  • Dati macro-economici

 

I mercati azionari hanno aperto la settimana all’insegna della cautela, in attesa della riunione della BCE del 10 marzo. A rendere il clima di mercato ancora più incerto sono stati nuovi dati negativi cinesi pubblicati ad inizio settimana su esportazioni ed importazioni, scese a febbraio rispettivamente del -25.4% a/a e -13.8% a/a. C’è stata poi una netta inversione di tendenza nella giornata di giovedì, quando Draghi ha annunciato uno straordinario pacchetto di misure espansive che ha sorpreso i mercati. Al fine di dare maggiore supporto alla crescita ed arginare il rischio di deflazione nell’Area Euro, la BCE ha infatti fatto ricorso a tutti gli strumenti a disposizione: (i) ha tagliato tutti e tre i tassi di riferimento; (ii) ha aumentato l’ammontare degli acquisti mensili di obbligazioni (da 60 mld/€ a 80 mld/€), estendendoli ai bond corporate investment grade; (iii) ha aumentato la percentuale acquistabile per singola emissione per i titoli sovra-nazionali; (iv) lancerà quattro nuove TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operations), a partire da giugno 2016 fino a marzo 2017, della durata di 4 anni ciascuna. I mercati hanno in prima battuta reagito positivamente all’annuncio, registrando forti rialzi, per poi ripiegare a fine giornata, dopo la revisione delle stime di crescita ed inflazione per l’Area e le parole di Draghi sul fatto che la BCE non potrà abbassare i tassi indefinitivamente. Le Borse hanno tuttavia ripreso a salire venerdì, accumulando nella giornata consistenti guadagni.

 

News-flow macro: negli Stati Uniti le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese oltre le attese a 259K (vs. 277K precedente e 275K stimato). Nell’Area Euro in Germania la produzione industriale destag. è salita a gennaio oltre le attese del 3.3% m/m (vs. -0.3% precedente e 0.5% stimato); le esportazioni ed importazioni destag. si sono attestate a gennaio, rispettivamente, a -0.5% m/m (vs. -0.7% precedente e 0.8% atteso) e 1.2% m/m (vs. -1.6% precedente e 0.8% atteso). Sempre in Germania, l’indice CPI armonizzato UE si è attestato a febbraio allo 0.4% m/m e -0.2% su base annua. Nel complesso dell’Area il PIL destag. è salito nel quarto trimestre dello scorso anno dello 0.3% t/t (vs. 0.3% stimato), su base annua dell’1.6% (vs. 1.5% atteso). In Cina l’indice CPI è salito a febbraio del +2.3% a/a (vs. +1.8% precedente e +1.8% stimato), mentre l’indice PPI è sceso a febbraio del -4.9% a/a (vs. -5.3% precedente e -4.9% atteso). In Giappone il PIL destag. nel quarto trimestre dello scorso anno è sceso del -0.3% t/t (vs. -0.4% stimato). L’indice di fiducia dei consumatori è sceso a febbraio a 40.1 (vs. 42.5 precedente e 42.2 stimato).

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana un rialzo generalizzato dei rendimenti governativi benchmark Euro ed USA. Guardando al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve hanno registrato uno spostamento verso l’alto, più marcato per la curva americana. I differenziali di rendimento tra i titoli governativi decennali periferici ed il Bund tedesco hanno stretto in settimana, così come gli indici CDS.

 

 

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