Aggiornamento settimanale: Fed più cauta sui futuri rialzi dei tassi

Market – movers:

  • Fed, BoJ
  • Prezzi petrolio
  • Dati macro – economici

 

Nel corso della scorsa settimana i mercati azionari hanno avuto nel complesso un andamento contrastato. Dopo i recenti rialzi seguiti all’annuncio del nuovo pacchetto di misure espansive della BCE, i mercati hanno atteso le decisioni di Fed e BoJ. La Bank of Japan ha deciso ad inizio settimana di mantenere lo stato delle cose, pur non escludendo per il futuro misure aggiuntive di stimolo monetario. Ciò ha determinato un apprezzamento dello yen, con i principali indici azionari che hanno ripiegato al ribasso. La Fed, dal suo lato, si è mostrata più cauta sui futuri rialzi dei tassi d’interesse, in attesa di ricevere segnali più chiari dall’economia americana, per la quale ha tra l’altro tagliato le stime di crescita ed inflazione, a fronte del peggioramento delle prospettive di crescita a livello globale. Per l’anno in corso, dunque, i rialzi previsti sono solo due e non più quattro, il che ha determinato il deprezzamento del dollaro nei confronti delle principali divise e favorito in particolare il rialzo dei mercati emergenti, che hanno altresì beneficiato del recupero di petrolio ed altre materie prime. Negativo di contro l’andamento della Borsa giapponese, che ha risentito del rafforzamento della divisa domestica; relativamente debole quello delle Borse europee, sulle quali hanno pesato tra gli altri fattori le vendite sui titoli bancari.

 

News-flow macro: negli Stati Uniti le vendite al dettaglio anticipate sono scese a febbraio del -0.1% m/m (vs. -0.4% precedente e -0.2% atteso). L’indice dei prezzi alla produzione, esclusi quelli di alimentari ed energia, è salito a febbraio del +1.2% a/a (vs. +0.6% precedente e +1.2% stimato). Le nuove costruzioni di case sono aumentate a febbraio oltre le attese del +5.2% m/m (vs. -3.4% precedente e +4.6% stimato). L’indici CPI, escludendo alimentari ed energia, è salito a febbraio del +0.3% m/m (vs. +0.3% precedente e +0.2% atteso). La produzione industriale è invece scesa a febbraio del -0.5% m/m (vs. +0.8% precedente e -0.3% atteso). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite meno delle attese a 265K (vs. 258K precedente e 268K stimato). Infine, gli indici dell’Università del Michigan che misurano sentiment ed aspettative economiche sono scesi a marzo rispettivamente a 90 (vs. 91.7 precedente) e 80 (vs. 81.9 precedente). Nell’Area Euro la produzione industriale destag. è salita a gennaio del +2.1% m/m (vs. -0.5% precedente e +1.7% atteso). L’indice dei prezzi al consumo nel complesso dell’Area è salito a febbraio del +0.2% m/m (vs. -1.4% precedente e +0.1% stimato). In Giappone le esportazioni ed importazioni si sono attestate a febbraio rispettivamente a -4 a/a (vs. -12.9 precedente e -3 stimato) e -14.2 a/a (vs. -18 precedente e -15.8 atteso).

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei rendimenti governativi benchmark Euro ed USA. Guardando al movimento dei tassi in un mese la curva americana ha registrato uno spostamento verso l’alto, mentre la curva europea è rimasta sostanzialmente invariata. I differenziali di rendimento tra i titoli governativi decennali periferici ed il Bund tedesco sono rimasti sostanzialmente sugli stessi livelli della settimana precedente, ad eccezione dello spread Germania-Grecia che ha stretto; anche gli indici CDS hanno stretto, ad eccezione del comparto dei Finanziari.

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