Popolare Vicenza, inoptato sopra il 90%. Ipo in bilico

RAPPORTO 2014 ECONOMIA

FRANCESCO IORIO

Arrivano i primi dati informali sull’aumento di capitale da 1,5 miliardi della Popolare di Vicenza. A qualche ora dalla chiusura dell’offerta (avvenuta alle 13, dopo una proroga di 24 ore), sembra che l’inoptato abbia superato il 90% confermando così le previsioni pessimistiche circolate nei giorni scorsi. Se la stima venisse confermata dal comunicato ufficiale atteso in tarda serata, l’impegno finanziario del fondo Atlante (che garantisce l’inoptato) dovrebbe essere di oltre 1,3 miliardi. La principale incognita a questo punto è costituita dalla quotazione della banca, visto che per l’ipo è necessario un 25% di flottante.

In astratto è possibile che lo sbarco sul listino avvenga anche al di sotto di tale soglia, ma sarà comunque necessario un quantitativo tale da garantire una “sufficiente diffusione” dei titoli. Il nodo dovrebbe essere sciolto all’inizio della prossima settimana quando si esprimerà Borsa Italiana. L’ammissione agli scambi era prevista per il 3 maggio, ma al momento appare molto a rischio. In ogni caso, anche in assenza di quotazione, lo scudo di Atlante non è in discussione.

 

Aggiornamento settimanale sui mercati: BCE, tassi bassi anche oltre la fine del programma di QE

Market-movers:

  • Banche Centrali
  • Prezzi petrolio
  • Dati macro-economici
  • Utili

 

I mercati azionari hanno aperto la settimana all’insegna della debolezza dopo il mancato accordo sul congelamento della produzione di greggio tra i maggiori paesi produttori. Nei giorni successivi si è invece osservata un’inversione del trend, con gli investitori che si sono riposizionati al rialzo sul petrolio ed i principali indici azionari hanno ripreso a guadagnare. In particolare, il mercato giapponese ha beneficiato dell’indebolimento dello Yen e delle speculazioni in merito all’eventualità che la Bank of Japan decida di applicare tassi negativi ai prestiti alle banche. Anche le Borse europee hanno messo a segno una buona performance in settimana, supportati dai dati PMI che hanno rassicurato sulla tenuta delle ripresa economica nell’Area. Nel dettaglio, l’indice PMI composite per il complesso dell’Area è rimasto ad aprile sostanzialmente stabile, attestandosi a 53 (vs. 53.1 precedente). Nella giornata di giovedì si è poi tenuta la riunione della BCE, dalla quale non sono emerse novità di rilievo. Draghi ha ribadito la determinazione della Banca Centrale nel portare avanti la sua politica, riaffermando che i tassi rimarranno bassi anche dopo la fine del programma di Quantitative Easing. Sono stati inoltre forniti i primi dettagli del programma di acquisto delle obbligazioni corporate del settore privato che sarà avviato a giugno. In chiusura di settimana si è infine osservato un nuovo cambio di direzione, con gli indici azionari tornati a scendere insieme a petrolio e materie prime e l’esaurirsi dell’entusiasmo delle giornate precedenti.

 

News-flow macro: negli Stati Uniti le nuove costruzioni di case sono scese a marzo oltre le attese del -8.8% m/m (vs. +6.9% precedente e -1.1% stimato); le vendite di case esistenti sono invece aumentate oltre le stime del +5.1% m/m (vs. -7.3% precedente e +3.9% atteso). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese oltre le attese a 247K (vs. 253K precedente e +265K stimato). Infine, l’indice PMI manifatturiero si è attestato ad aprile a 50.8 (vs. 51.5 precedente e 52 atteso) Nell’Area Euro gli indici ZEW su situazione corrente ed aspettative in Germania si sono attestati ad aprile rispettivamente a 47.7 (vs. 50.7 precedente) e 11.2 (vs. 4.3 precedente). Nel complesso dell’Area l’indice ZEW sulle aspettative economiche è salito ad aprile a 21.5 (vs. 10.6 precedente). I dati preliminari dei PMI manifatturiero, del settore dei servizi e composite per la Germania si sono attestati ad aprile rispettivamente a 51.9 (vs. 50.7 precedente e 51 atteso), 54.6 (vs. 55.1 precedente e 55.1 stimato) e 53.8 (vs. 54 precedente e 54.2 atteso). Per il complesso dell’Area, gli indici PMI manifatturiero e del settore dei servizi si sono attestati ad aprile rispettivamente a 51.5 (vs. 51.6 precedente e 51.9 atteso) e 53.2 (vs. 53.1 precedente e 53.3 stimato). In Giappone le esportazioni ed importazioni sono scese a marzo rispettivamente a -6.8 a/a (vs. -4 precedente e -7 atteso) e -14.9 a/a (vs. -14.2 precedente e -16.6 stimato).

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana un lieve rialzo dei rendimenti governativi benchmark Euro ed USA su tutte le scadenze. Guardando invece al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve hanno registrato uno spostamento verso il basso. I differenziali di rendimento tra i governativi decennali periferici ed il Bund hanno lievemente allargato (eccetto la Grecia); gli indici CDS hanno invece stretto, in misura più marcata per il comparto dei Corporate.

 

 

 

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