Aggiornamento sui mercati: Settimana all’insegna della volatilità per i mercati finanziari. Pesano le incertezze sulla crescita globale

Market-movers:

  • Banche Centrali
  • Prezzi petrolio
  • Dati macro-economici

 

Nel corso della scorsa settimana si è osservato un ritorno di volatilità sui mercati finanziari, con i principali indici azionari che hanno avuto un andamento contrastato. A pesare sono stati sostanzialmente i rinnovati timori per le prospettive di crescita globale e la discesa del prezzo del petrolio, che hanno determinato un ritorno di avversione al rischio da parte degli investitori, con conseguente aumento della domanda per gli asset considerati più sicuri, quindi l’oro, lo Yen, il treasury US, il bund. Sia la Fed che la BCE hanno sottolineato come la crescita economica rimanga esposta a diversi fattori di rischio, dalla deflazione all’instabilità politica e finanziaria, al rallentamento di Cina e paesi Emergenti. Dal verbale della Fed del FOMC del 15-16 marzo non sono emersi in settimana elementi di novità rispetto alle recenti dichiarazioni della Yellen. In sintesi, nelle minute si legge che le condizioni del mercato del lavoro stanno continuando a migliorare e l’economia dovrebbe crescere ad un ritmo superiore nel primo trimestre rispetto al precedente, seppure meno forte delle attese. Il livello d’inflazione resta invece al di sotto del target del 2%, per via soprattutto della discesa dei prezzi di energia. Si ribadisce infine che i rialzi dei tassi per l’anno in corso saranno due e non più quattro. Solo in chiusura di settimana si è registrata una decisa inversione di tendenza, con il rimbalzo di petrolio e Borse. Rialzi marcati si sono registrati sui mercati europei, trainati principalmente dal recupero dei titoli bancari, oggetto nei giorni precedenti di pesanti vendite, con particolare riferimento alle banche italiane.

 

News-flow macro: negli Stati Uniti peggiora il dato degli ordini di fabbrica, scesi a febbraio del -1.7% (vs. +1.2% precedente). Anche gli ordini di beni durevoli sono scesi a febbraio del -3% (vs. -2.8% atteso). L’indice PMI relativo al settore manifatturiero si è attestato a marzo a 51.3 (vs. 51.2 stimato); l’indice PMI composite si è attestato a marzo a 51.3 (vs. 51.1 precedente). In relazione al mercato del lavoro, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 267K, oltre le stime di consenso (270K). Nell’Area Euro migliora l’indice Sentix che misura la fiducia degli investitori, attestatosi ad aprile a 5.7 (vs. 5.5 e 7 stimato). L’indice PPI nel complesso dell’Area è sceso a febbraio del -0.7% m/m (vs. -1.1% precedente e -0.5% atteso). Negativo il dato degli ordini di fabbrica in Germania, scesi a febbraio del -1.2% m/m (vs. +0.5% precedente e +0.3% stimato). A marzo gli indici PMI di servizi e composite per il complesso dell’Area si sono attestati rispettivamente a 53.1 (vs. 54 precedente) e 53.1 (vs. 53.7 precedente). Le vendite al dettaglio sono salite a febbraio del +0.2% m/m (vs. +0.3% precedente e 0% atteso). In Germania la produzione industriale destag. è scesa a febbraio del – 0.5% m/m (vs. +2.3% precedente e -1.8% atteso); le esportazioni ed importazioni destag. si sono attestate a febbraio rispettivamente a +1.3% m/m (vs. -0.6% precedente e +0.5% atteso) e +0.4% m/m (vs. +1.3% precedente e -0.3% stimato). In Cina gli indici Caixin PMI di servizi e composite si sono attestati a marzo rispettivamente a 52.2 (vs. 51.2 precedente) e 51.3 (vs. 49.4 precedente). In Giappone gli indici Nikkei PMI di servizi e composite si sono attestati a marzo rispettivamente a 50 (vs. 51.2 precedente) e 49.9 (vs. 51 precedente).

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei rendimenti governativi benchmark Euro ed USA. Guardando al movimento dei tassi in un mese entrambe le curve hanno registrato uno spostamento verso il basso, più marcato per la parte a breve e medio termine della curva US, mentre sulla curva europea sono stati i tassi a lungo termine a registrare un ribasso maggiore. I differenziali di rendimento tra i titoli governativi decennali periferici ed il Bund tedesco sono tornati ad allargare in settimana; anche gli indici CDS hanno allargato, in misura maggiore per i comparti dei Finanziari e Corporate.

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