Aggiornamento settimanale sui mercati

I rinnovati timori per la crescita globale spingono i mercati al ribasso

 

Market-movers:

  • Prezzi petrolio
  • Dati macro-economici
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Nel corso della scorsa settimana le Borse internazionali hanno avuto un andamento negativo. Diversi i driver che hanno esercitato pressioni al ribasso, a partire dal dato debole sul settore manifatturiero cinese e dai segnali misti arrivati dal mercato del lavoro americano, che hanno contribuito ad alimentare i timori per le prospettive di crescita globale. Nel dettaglio, in Cina l’indice Caixin PMI manifatturiero è sceso ad aprile a 49.4 (rispetto al 49.7 precedente), mentre negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite oltre le attese a 274K, rispetto a 257K precedente; la variazione dei salari non agricoli è stata ad aprile inferiore alle stime e pari a +160K (rispetto a +208K precedente e +200K atteso). Di contro, si è osservato un lieve aumento del salario medio orario, +0.3% m/m (vs. +0.2% precedente) e +2.5% a/a (vs. +2.3% precedente). Segnali negativi per la crescita sono arrivati anche da corporate earnings sotto le attese e dalle stime della Commissione Europea, che in settimana ha rivisto al ribasso la crescita per l’Area Euro. A tali fattori si sono aggiunti la discesa del petrolio ed il rialzo dello Yen, dopo la decisione della Bank of Japan di non aggiungere stimolo monetario a sostegno dell’economia. Gli indici azionari europei sono stati inoltre penalizzati dalle banche, in netto calo, e già sotto pressione per il discorso della solidità patrimoniale. Un tentativo di recupero dei mercati avanzati si è osservato nella giornata di giovedì, a fronte di un rialzo dei prezzi del greggio, mentre i mercati emergenti hanno continuato nel trend negativo.

 

News-flow macro: negli Stati Uniti l’indice PMI manifatturiero si è attestato ad aprile a 50.8, in linea con il consenso; l’ISM manifattura per aprile è uscito a 50.8 (vs. 51.8 precedente e 51.4 atteso). La variazione dell’occupazione nel settore privato è stata ad aprile di +156K (vs. +194K precedente e 195K stimato). Gli indici PMI del settore dei servizi e composite si sono attestati ad aprile, rispettivamente, a 52.8 (vs. 52.1 precedente) e 52.4 (vs. 51.7 precedente). Gli ordini di fabbrica sono saliti a marzo del 1.1% (vs. -1.9% precedente e +0.6% stimato). Nell’Area Euro l’indice PMI manifatturiero si è attestato ad aprile a 51.7 (vs. 51.5 precedente e 51.5 atteso); i PMI di servizi e composite si sono attestati ad aprile, rispettivamente, a 53.1 (vs. 53.2 precedente) e 53 (vs. 53 precedente). Il PPI per il complesso dell’Area è salito a marzo del +0.3% m/m (vs. -0.7% precedente e 0% atteso). Le vendite al dettaglio nell’Area sono scese a marzo del – 0.5% m/m (vs. +0.3% precedente e -0.1% atteso). In Germania i PMI manifatturiero, di servizi e composite si sono attestati ad aprile, rispettivamente, a 51.8 (vs. 51.9 precedente), 54.5 (vs. 54.6 precedente) e 53.6 (vs. 53.8 precedente). In Giappone gli indici Nikkei PMI di servizi e composite si sono attestati ad aprile, rispettivamente, a 49.3 (vs. 50 precedente) e 48.9 (vs. 49.9 precedente).

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione dei rendimenti governativi benchmark Euro ed USA su tutte le scadenze. Guardando invece al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve non hanno registrato sostanziali variazioni. I differenziali di rendimento tra i governativi decennali periferici ed il Bund hanno allargato in settimana, così come gli indici CDS.

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