Aggiornamento settimanale sui mercati

Mercati ancora deboli in un contesto di persistente incertezza

 

Market-movers:

  • Prezzi petrolio
  • Dati macro-economici
  • Utili

 

I mercati azionari hanno aperto la settimana in recupero rispetto alle perdite accumulate di recente. Nelle giornate di lunedì e martedì il sentiment negativo è infatti lievemente rientrato a fronte del rimbalzo di petrolio e materie prime, dell’indebolimento dello Yen sulla scia delle attese di un’aggiunta di stimolo monetario da parte della Bank of Japan, che ha favorito le azioni giapponesi, e del giudizio positivo dell’Eurogruppo alle riforme greche per il via libera alla nuova tranche di aiuti al Paese. Discorso diverso invece a partire da metà settimana, quando si è osservato un ritorno di volatilità sui mercati che ha interessato in particolare le Borse europee, quella italiana in primis, penalizzate ancora una volta dalle banche. In generale, pressioni al ribasso sono arrivate da utili trimestrali deludenti e da dati macro sottotono, che continuano ad alimentare i timori per le prospettive di crescita globale. Nello specifico, in Germania la produzione industriale è scesa a marzo del -1.3% m/m (da -0.7% precedente e -0.2% di consenso); anche il dato sulle importazioni tedesche è uscito negativo, essendo scese a marzo del -2.3% m/m (da +0.1% precedente e -0.3% atteso). Negli USA le indicazioni arrivate in settimana dal mercato del lavoro sono state miste; da un lato è uscito positivo il dato dei job openings, saliti a marzo a 5757 (rispetto a 5608 precedente e 5450 stimato); dall’altro le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite oltre le attese a 294K (rispetto a 274K precedente e 270K di consenso).

 

News-flow macro: negli Stati Uniti le scorte all’ingrosso sono aumentate a marzo del +0.1% m/m (vs. -0.6% precedente e +0.1% atteso). Le vendite al dettaglio anticipate sono salite ad aprile del +1.3% m/m (vs. -0.3% precedente e +0.8% atteso). L’indice PPI ex. Alimentari ed Energia è salito ad aprile del +0.1% m/m (vs. -0.1% precedente e +0.1% stimato). Gli indici dell’Università del Michigan su sentiment ed aspettative economiche sono saliti a maggio, rispettivamente, a 95.8 (vs. 89 precedente) e 87.5 (vs. 77.6 precedente). Nell’Area Euro gli ordini di fabbrica in Germania sono aumentati a marzo del +1.9% m/m (vs. -0.8% precedente e +0.6% atteso); inoltre, il PIL destagionalizzato è salito nel primo trimestre, secondo il dato preliminare, del +0.7% t/t (vs. +0.3% precedente e +0.6% atteso). Nel complesso dell’Area l’indice Sentix di fiducia dei consumatori è salito a maggio a 6.2 (vs. 5.7 precedente e 6 stimato); il PIL destagionalizzato è salito nel primo trimestre, secondo il dato preliminare, del +0.5% t/t (vs. +0.6% precedente e +0.6% stimato). In Giappone l’indice di fiducia dei consumatori è sceso ad aprile a 40.8 (vs. 41.7 precedente e 40.7 atteso). In Cina l’indice CPI si è attestato ad aprile a +2.3% a/a (vs. +2.3% stimato); l’indice PPI è sceso invece del -3.4% a/a (vs. -4.3% precedente e -3.7% atteso).

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una lieve riduzione dei rendimenti governativi benchmark Euro ed USA sulle scadenze 5Y, 10Y e 30Y. Guardando invece al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve non hanno registrato sostanziali variazioni. I differenziali di rendimento tra governativi decennali periferici e Bund hanno stretto in settimana, fatta eccezione per Italia e Spagna, i cui livelli sono rimasti sostanzialmente invariati; anche gli indici CDS hanno stretto, fatta eccezione per il comparto dei bond ad elevata volatilità.

 

 

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