Aziende Usa più generose con gli azionisti. E’ sostenibile?

A cura di Stefania Arcudi – Il Sole 24 Ore

Le grandi aziende americane sono più generose, anzi generose come non lo erano dalla crisi finanziaria, con i propri azionisti e versano loro sotto forma di dividendi fette più ampie dei profitti. Stando ai dati di FactSet, le cedole staccate negli ultimi dodici mesi sono state pari a quasi il 38% dei profitti netti, la percentuale più alta da febbraio 2009. Nel secondo trimestre, 44 delle società quotate sullo S&P 500, il listino di riferimento di Wall Street, hanno versato dividendi annuali superiori all’utile netto degli ultimi dodici mesi, il massimo in un decennio e un valore che gli analisti considerano insostenibile.

Per sostenere i prezzi delle azioni le società ricorrono abitualmente a dividendi e riacquisti di titoli propri, ma gli azionisti chiedono ora più spesso i primi, anche a causa del contesto di bassi tassi di interesse. Il rapporto dividendo-prezzo delle società dello S&P 500, ovvero le cedole annuali come quota del prezzo corrente dei titoli, è rimasto saldamente al di sopra del rendimento dei titoli di stato decennali per la maggior parte del 2016, cosa successa solo in poche occasioni nei decenni precedenti. Questo ha convinto gli investitori a puntare con più decisione sulle azioni, cosa che ha spinto a valori record Dow Jones e S&P 500.

Per fare degli esempi, nei tre mesi a luglio Wal-Mart ha pagato dividendi per 1,56 miliardi, in calo dell’1,1%, e ha riacquistato titoli propri per 2,1 miliardi, Ford nel secondo trimestre ha staccato cedole per 600 milioni di dollari e General Electric prevede di restituire circa 26 miliardi di dollari agli investitori tramite buyback e dividendi. Apple, che pianifica la vendita di obbligazioni in cinque tranche, due con scadenza al 2019 (con tassi variabili e non) e le altre a tasso fisso al 2021, al 2026 e al 2046, prevede di usare il ricavato dell’offerta per finanziare il programma con cui premia i soci attraverso la distribuzione di dividendi e il riacquisto di titoli propri (il piano prevede la distribuzione di 250 miliardi di dollari entro la fine del marzo 2018).

“E’ un mondo totalmente nuovo. Quando ho iniziato negli anni Ottanta si compravano bond per i coupon e le azioni per i guadagni in conto capitale, ora è l’inverso”, ha detto David Rosenberg, capo economita di Glusking Sheff & Associates. Anche le banche americane sono generose con i propri azionisti. Dopo avere superato il secondo e ultimo round di stress test della Federal Reserve, i grandi istituti hanno deciso di premiare gli azionisti distribuendo loro 96 miliardi di dollari complessivi. Secondo i calcoli sono degli analisti di RBC Capital Markets, il rialzo rispetto a quanto elargito ai soci lo scorso anno è di circa il 16%.

Bank of America e Citigroup hanno alzato i dividendi per la seconda volta dalla crisi finanziaria del 2008. Nel primo caso, la cedola trimestrale passa a 7,5 da 5 centesimi con un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie per 5 miliardi. Nel secondo, il dividendo trimestrale è stato triplicato a 16 da 5 centesimi di dollaro e il nuovo programma di buyback vale 8,6 miliardi di dollari. JP Morgan ha lasciato invariata la cedola a 48 centesimi ma comprerà titoli propri per 10,6 miliardi. Anche Morgan Stanley ha premiato gli azionisti pur avendo ricevuto un ok condizionale dalla banca centrale americana.

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