Cambio di strategia della BoJ

,

A cura di: Francesca Pini – macroeconomista in Fideuram Investimenti

Al termine della riunione di politica monetaria del 20-21 settembre la BoJ ha deciso di non adottare nessuna ulteriore misura espansiva, lasciando i tassi di interesse a -0.1% e non aumentando l’ammontare di acquisti di JGBs, ma ha introdotto delle novità significative la cui portata economica però è ancora difficile da quantificare.

La principale novità è che la BoJ non adotterà più un obiettivo di crescita sulla base monetaria o sull’acquisto di titoli del debito, ma ha introdotto un “QQE con controllo sulla curva dei rendimenti” (QQE with yield curve control). L’obiettivo di questo cambio di rotta è di aumentare le aspettative di inflazione e mantenere al livello attuale la curva dei rendimenti.

La nuova strategia di politica monetaria si compone di due elementi principali: il controllo della curva dei rendimenti, nel quale la banca centrale controllerà i tassi a breve e a lunga scadenza e l’inflation-overshooting commitment, vale a dire, l’impegno ad espandere in maniera flessibile la base monetaria fino a quando l’inflazione core (ex alimentari freschi) non abbia superato (e non più solo raggiunto) in maniera stabile il target del 2%.

L’obiettivo è di cambiare il modo in cui imprese e famiglie formano le proprie aspettative di inflazione da “adattive” a “forward-looking”. Nel primo caso infatti quello che conta nella formazione delle aspettative sono i tassi di inflazione del passato che in Giappone sono sempre piuttosto dimessi. Nel secondo caso invece significherebbe che famiglie e imprese credono nell’efficacia della politica adottata e cominciano ad aspettarsi tassi di inflazione più elevati di quelli attuali.

A nostro avviso, la BoJ ha cercato di espandere ulteriormente le sue opzioni a disposizione per attuare una politica monetaria accomodante ampliando lo spettro degli strumenti utilizzabili, nell’impegno di voler debellare definitivamente la deflazione.

In sintesi, sicuramente la decisione di oggi comporta un cambiamento notevole rispetto al modo di gestire la politica monetaria da parte della BoJ. È lecito domandarsi se questo cambio di rotta non sia un modo, ovviamente velato, per ammettere l’insuccesso della politica di QQE adottata fino ad ora. A questo punto diventa veramente difficile anche prevedere le mosse future. Per il momento non ci attendiamo ulteriori mosse espansive nel breve periodo, ma riteniamo che nel caso in cui la BoJ dovesse rendersi conto che la strategia non sta funzionando (vale a dire che le aspettative di inflazione non migliorano e il percorso di inflazione resta lontano dall’obiettivo) possa decidere di tagliare i tassi a breve scadenza in senso ancora più negativo. Ci sembra invece poco probabile che voglia ottenere un ulteriore irripidimento della curva dei rendimenti dopo quello già avvenuto recentemente.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *