Aggiornamento settimanale sui mercati

Market-movers della settimana sono le Banche Centrali, il Petrolio e i Dati macro-economici

In settimana le preoccupazioni per un possibile minore supporto da parte delle Banche Centrali, che hanno guidato l’orientamento degli investitori e determinato la recente ondata di vendite, si sono allentate con le riunioni della BoJ e della Fed del 21 settembre, determinando un’inversione di trend dei mercati. La prima spinta al rialzo è arrivata dalla Banca Centrale giapponese che, a sorpresa, ha deciso un cambio di strategia di politica monetaria, lanciando una terza fase del programma di QQE “con controllo della curva dei rendimenti”; l’obiettivo è quello di mantenere il rendimento dei titoli decennali al livello attuale, nonché quello di spingere al rialzo le aspettative d’inflazione in modo da portare l’inflazione core oltre e non più solo al livello target del 2%. La BoJ non ha dunque né tagliato ulteriormente i tassi, né optato per un incremento dell’ammontare mensile di acquisti di titoli di stato, riservandosi tuttavia la possibilità di attivare una più ampia gamma di strumenti. L’annuncio della BoJ è stato seguito da un forte rimbalzo delle Borse asiatiche, accompagnato dal marcato deprezzamento dello Yen, estesosi agli altri listini internazionali. I rialzi sono stati poi sostenuti dalla decisione della Fed di rinviare il rialzo dei tassi, probabilmente a dicembre. Solo nella giornata di venerdì le Borse hanno ripiegato lievemente al ribasso, sulla scia della discesa del petrolio e dei dati di crescita per l’Area Euro. L’indice PMI composite nell’Area è infatti sceso ancora a settembre, attestandosi a 52.6 (vs. 52.9 precedente e 52.8 di consenso) in base alla prima lettura del dato; un segnale di una ripresa che fa fatica a rafforzarsi.

News-flow macro: negli Stati Uniti le costruzioni di nuove case sono scese ad agosto del -5.8% m/m (vs. +1.4% precedente e -1.7% stimato); le vendite di case esistenti sono scese ad agosto del -0.9% m/m (vs. – 3.4% precedente e +1.1% atteso). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 252K (vs. 260K precedente e 261K atteso). L’indice PMI manifatturiero preliminare è sceso a settembre a 51.4 (vs. 52 precedente e 52 atteso). Nell’ Area Euro l’indice dei prezzi alla produzione in Germania è sceso ad agosto del -0.1% m/m (vs. +0.2% precedente e 0% stimato); su base annua l’indice è sceso del -1.3% (vs. -1% precedente). Gli indici PMI manifatturiero, dei servizi e composite della Germania si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 54.3 (vs. 53.6 precedente), 50.6 (vs. 51.7 precedente) e 52.7 (vs. 53.3 precedente). Nel complesso dell’Area i PMI manifatturiero, dei servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 52.6 (vs. 51.7 precedente), 52.1 (vs. 52.8 precedente) e 52.6 (vs. 52.9 precedente). In Giappone le esportazioni ed importazioni si sono attestate ad agosto, rispettivamente, a -9.6% a/a (vs. -14% precedente) e – 17.3% a/a (vs. -24.7% precedente). L’indice preliminare Nikkei PMI manifatturiero è salito a settembre a 50.3 (vs. 49.5 precedente).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei tassi sulle curve benchmark americana e Euro; guardando al movimento dei tassi in un mese, la curva US ha registrato uno spostamento verso l’alto che, per la curva euro ha interessato la parte a lungo termine, mentre i tassi a breve si sono ridotti. I differenziali di rendimento tra governativi decennali periferici e Bund sono tornati a stringere in settimana; con riferimento al Credito, gli indici CDS si sono ridotti.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *