Aggiornamento settimanale sui mercati

Market-Movers della settimana: Banche, Petrolio, Dati macro-economici

Rientrate momentaneamente le preoccupazioni per il futuro orientamento delle Banche Centrali, in settimana si è registrato un ritorno di negatività sui mercati finanziari, tradottosi in un’ondata di vendite che ha colpito in particolare banche e titoli del settore Energia. La discesa del petrolio prima della riunione dell’OPEC e i timori per le condizioni finanziarie della banca tedesca Deutsche Bank, che dovrà far fronte al pagamento di una sanzione di 14 miliardi di dollari agli Stati Uniti per le vicende legate ai subprime, hanno infatti spinto le Borse al ribasso ed alimentato la domanda degli asset “rifugio”. Il trend negativo ha avuto una battuta d’arresto solo tra mercoledì e giovedì scorso, quando a sorpresa è arrivato l’accordo tra i principali Paesi produttori di petrolio per un taglio della produzione, il primo dal 2008; tale decisione ha infatti spinto al rialzo petrolio e indici azionari globali. Tuttavia, i mercati hanno ripiegato nuovamente al ribasso in chiusura di settimana; ancora una volta a guidare la discesa è stata Deutsche Bank, sotto pressione da inizio settimana, dopo la decisione di una decina di hedge fund di ridurre l’esposizione alla banca tedesca. Sul piano macro, il dato del PIL americano relativo al secondo trimestre è uscito meglio delle stime di consenso, crescendo del +1.4% t/t (vs. +1.1% precedente e +1.3% atteso).

News-flow macro: negli Stati Uniti le vendite di nuove case sono scese ad agosto del -7.6% m/m (vs. +13.8% precedente e -8.3% stimato). Gli indici PMI preliminarei di servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 51.9 (vs. 51 precedente e 51.2 atteso) e 52 (vs. 51.5 precedente). L’indice di fiducia dei consumatori è salito a settembre a 104.1 (vs. 101.8 precedente e 99 stimato). Gli ordini di beni durevoli si sono attestati ad agosto allo 0% (vs. +3.6% precedente e -1.5% atteso). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 254K (vs. 251K precedente e 260K stimato). Gli indici dell’Università del Michigan su sentiment e aspettative economiche si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 91.2 (vs. 89.8 precedente e 90 atteso) e 82.7 (vs. 81.1 precedente). Nell’Area Euro gli indici IFO su clima commerciale ed aspettative economiche in Germania si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 109.5 (vs. 106.3 precedente) e 104.5 (vs. 100.1 precedente). Nel complesso dell’Area la fiducia economica è salita a settembre a 104.9 (vs. 103.5 precedente). In Germania l’indice CPI armonizzato UE si è attestato a settembre allo 0% m/m (vs. -0.1% precedente); su base annuale l’indice è salito del +0.5% (vs. +0.3% precedente). In Germania le vendite al dettaglio sono scese ad agosto del -0.4% m/m (vs. +0.5% precedente e -0.2% atteso). Nel complesso dell’Area l’indice CPI core è rimasto a settembre al +0.8% a/a (vs. +0.9% stimato). In Giappone le vendite al dettaglio sono scese ad agosto del -1.1% m/m (vs. +1.5% precedente e -0.6% atteso). L’indice CPI nazionale (esclusi i prezzi di Alimentari e Energia) si è attestato ad agosto al +0.2% a/a (vs. +0.3% precedente e +0.2% atteso). La produzione industriale è salita ad agosto, in base alla prima lettura dei dati, del +1.5% m/m (vs. -0.4% precedente e +0.5% stimato); su base annua la produzione industriale è aumentata del +4.6% (vs. -4.2% precedente e +3.4% atteso). In Cina gli utili industriali sono saliti ad agosto del +19.5% a/a (vs. +11% precedente). L’indice Caixin PMI manifatturiero si è attestato a settembre a 50.1 (vs. 50 precedente e 50.1 stimato).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei tassi sulle curve benchmark americana e Euro, fatta eccezione per il tasso a 2Y US; guardando al movimento dei tassi in un mese, la parte a lungo termine della curva US ha registrato un lieve spostamento verso l’alto, mentre i tassi a breve si sono ridotti; per la curva euro, ad eccezione del tasso a 30Y, si è osservato una riduzione dei tassi. I differenziali di rendimento tra governativi decennali periferici e Bund hanno chiuso ad un livello più basso rispetto alla settimana precedente, salvo lo spread BTPs-Bund; con riferimento al Credito, gli indici CDS hanno allargato in settimana, in particolare per il comparto dei Financials.

 

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