Occhi puntati sulla Fed: crescono le attese per un rialzo dei tassi US entro fine anno

Aggiornamento settimanale sui mercati

 

Protagonisti della settimana:

  • Banche Centrali
  • Petrolio
  • Dati macro-economici

Nel corso della scorsa settimana gli investitori sono tornati a focalizzare l’attenzione sulle Banche Centrali e sulle prospettive di politica monetaria nelle principali aree. In particolare, il mercato appare sempre più orientato nella direzione di un possibile rialzo dei tassi da parte della Fed entro fine anno. I dati US pubblicati in settimana sui settori manifatturiero e dei servizi, nonché quelli giunti dal mercato del lavoro, hanno contribuito ad alimentare tali aspettative, segnalando come l’economia americana sia sufficientemente forte da garantire un rialzo dei tassi di interesse. Le indiscrezioni circolate in settimana ma subito smentite sulla possibilità che la BCE decida di ridurre il QE hanno generato instabilità sulle Borse europee. La BCE ha tuttavia confermato giovedì scorso i termini del suo programma, fugando qualsiasi dubbio al riguardo. Ad alimentare le incertezze degli investitori è stato inoltre l’annuncio da parte del Primo Ministro britannico Theresa May di voler avviare le procedure di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ad inizio del prossimo anno, con il conseguente crollo della Sterlina. Di contro, ha fornito supporto ai mercati il rialzo del petrolio che in settimana ha raggiunto i 50 USD/barile e trascinato al rialzo i listini azionari; sono scesi invece Yen e oro. In chiusura di settimana, i mercati azionari hanno ripiegato nuovamente al ribasso dopo la pubblicazione del dato sulla variazione dei salari non agricoli, uscito sotto le attese di consenso.

News-flow macro: negli Stati Uniti l’indice PMI manifatturiero si è attestato a settembre a 51.5 (vs. 51.4 precedente); l’indice ISM manifatturiero è salito a settembre a 51.5 (vs. 49.4 precedente e 50.4 stimato). La variazione dell’occupazione nel settore privato è stata a settembre di +154K (vs. 175K precedente e 165K atteso). I PMI di servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 52.3 (vs. 51.9 precedente) e 52.3 (vs. 52 precedente). Gli ordini di fabbrica sono saliti ad agosto del +0.2% (vs. +1.4% precedente e -0.2% atteso); gli ordini di beni durevoli sono saliti ad agosto del +0.1% (vs. 0% precedente). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese oltre le attese a +249K (vs. 254K precedente e 256K stimato). La variazione dei salari non agricoli è stata inferiore alle attese a settembre di +256K (vs. 167K precedente e 172K stimato). Il salario medio orario è salito a settembre del +0.2% m/m (vs. +0.1% precedente e +0.3% atteso). Il tasso di partecipazione della forza lavoro è salito a settembre al 62.9% (vs. 62.8% precedente). Nell’Area Euro l’indice PMI manifatturiero in Germania si è attestato a settembre a 54.3 (vs. 54.3 precedente). Nel complesso dell’Area il PMI manifatturiero si è attestato a settembre a 52.6 (vs. 52.6 precedente). Nel complesso dell’Area il PPI è sceso ad agosto del -0.2% m/m (vs. +0.3% precedente e -0.1% stimato). In Germania i PMI di servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 50.9 (vs. 50.6 precedente) e 52.8 (vs. 52.7 precedente). Nel complesso dell’Area i PMI di servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 52.2 (vs. 52.1 precedente) e 52.6 (vs. 52.6 precedente). Le vendite al dettaglio nell’Area sono scese ad agosto del -0.1% m/m (vs. +0.3% precedente e -0.3% atteso). In Germania gli ordini di fabbrica sono saliti ad agosto del +1% m/m (vs. +0.3% precedente e +0.3% stimato). In Germania la produzione industriale è salita ad agosto del +2.5% m/m (vs. -1.5% precedente e +1% atteso). In Giappone l’indice di fiducia dei consumatori è salito a settembre a 43 (vs. 42 precedente e 41.5 atteso). I Nikkei PMI di servizi e composite sono scesi a settembre, rispettivamente, a 48.2 (vs. 49.6 precedente) e 48.9 (vs. 49.8 precedente). In Cina gli indici Caixin PMI di servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 52 (vs. 52.1 precedente) e 51.4 (vs. 51.8 precedente).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana un rialzo generalizzato dei tassi sulle curve benchmark americana e Euro, più marcato sulle scadenze a lungo termine; guardando al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve sono state interessate da uno spostamento verso l’alto. I differenziali di rendimento tra governativi decennali periferici e Bund hanno allargato in settimana; con riferimento al Credito, si è registrato un rialzo dell’indice CDS del comparto obbligazioni ad elevata volatilità.

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