Aggiornamento settimanale sui mercati

Settimana contrastata per i mercati tra dati negativi e prospettive rialzo dei tassi US a dicembre

 

Protagonisti della settimana:

  • Banche Centrali
  • Petrolio
  • Dati macro-economici

 

Le Borse internazionali hanno aperto la settimana all’insegna della debolezza per poi volgere al rialzo sulla scia del petrolio, dopo che Arabia Saudita e Russia hanno espresso ottimismo sul raggiungimento di un accordo per un taglio della produzione di greggio tra i principali Paesi produttori. I mercati hanno tuttavia ripiegato al ribasso nelle giornate successive, dopo la pubblicazione dei primi dati sugli utili trimestrali US, usciti sotto le attese. Nella giornata di giovedì, inoltre, la spinta al ribasso è arrivata dal dato negativo sulle esportazioni cinesi e dalla Fed. Dal verbale dell’ultima riunione del FOMC del 20 e 21 settembre è infatti emerso un ormai prossimo rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale americana, con molta probabilità a dicembre; dunque, ai timori per l’imminente stretta monetaria negli Stati Uniti si sono aggiunte le preoccupazioni per la congiuntura globale, dopo che il dato sull’export della Cina ha mostrato una marcata flessione a settembre, contraendosi del 10% a/a (vs. -2.8% precedente e -3.3% atteso). Solo in chiusura di settimana si è osservato un marcato rimbalzo delle Borse, di quelle europee in particolare, insieme al rialzo delle materie prime, dopo che i dati sull’inflazione in Cina hanno segnalato una ripresa dei prezzi, attenuando così l’impatto negativo del dato sulle esportazioni e ridando fiducia al mercato. Sono invece scesi lo Yen e gli asset considerati meno rischiosi.

 

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana un lieve rialzo dei tassi sulle curve benchmark americana e Euro su tutte le scadenze; guardando al movimento dei tassi in un mese, entrambe le curve sono state interessate da uno spostamento verso l’alto che ha interessato principalmente la parte a lungo termine. I differenziali di rendimento tra governativi decennali periferici e Bund si sono ridotti in settimana, fatta eccezione per gli spread Spagna-Germania e Grecia-Germania. Con riferimento al Credito, si è registrato una riduzione degli indici CDS, fatta eccezione per il comparto delle obbligazioni Corporate.

 

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