IL REFERENDUM COSTITUZIONALE ITALIANO

IL COMMENTO DI FIDEURAM INVESTIMENTI 


La riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi è stata chiaramente sconfitta nel referendum tenutosi ieri. Il risultato non può considerarsi particolarmente sorprendente, in quanto tutti i sondaggi a partire dalla metà di ottobre segnalavano il vantaggio del fronte del No. D’altro lato, l’affluenza decisamente elevata rispetto alle attese ha confermato il carattere “politico” del voto e reso inevitabili, unitamente all’ampiezza dell’affermazione del No, le dimissioni del premier Renzi. A questo punto lo scenario che appare più probabile è la formazione, in tempi relativamente rapidi, di un governo di “scopo”, probabilmente con la stessa maggioranza che ha sostenuto il governo di Renzi. Nell’immediato i due principali obiettivi del nuovo governo saranno l’approvazione della Legge di Stabilità (che giunge oggi in Senato) e la gestione del sistema bancario (con riguardo, in primis, alla ricapitalizzazione di Monte dei Paschi). Nel corso del prossimo anno il governo dovrà invece concentrarsi sull’approvazione di una nuova legge elettorale che sostituisca l’Italicum, chiaramente affossato dal risultato elettorale. In questo scenario riteniamo pertanto improbabile che si realizzino le condizioni per elezioni anticipate nel corso dei prossimi mesi. L’incertezza politica dovrebbe essere quindi di breve durata, in attesa della prossima riunione della BCE.
La reazione del mercato al risultato del referendum appare composta, con i rendimenti sul BTP in salita e l’indice azionario FTSE MIB al momento stabile.
Il tasso italiano a 10 anni si è riportato al 2%, dove si trovava poco più di un anno fa, mentre lo spread con il bund tedesco a 10 anni si è allargato a circa 170 punti base, al di sotto del massimo di 187 toccato la scorsa settimana. In ambito azionario l’andamento del settore bancario è leggermente negativo, anche a riflettere l’incertezza di breve legata all’andamento dell’operazione di ricapitalizzazione del Monte dei Paschi, ma non appaiono evidenti elementi di stress.
Riteniamo che il risultato favorevole al No sia stato in parte anticipato dal mercato con gli asset italiani che hanno sottoperformato nel corso dei mesi passati. Ad esempio, lo spread tra BTP e Bund nel corso del 2016 si è allargato di circa 75 punti base e quello con i corrispondenti titoli di stato spagnoli di circa 60 punti base. Nello stesso periodo, l’indice FTSE MIB ha fatto peggio dell’indice azionario europeo di circa 15 punti percentuali.
Questo andamento sfavorevole rende le valutazioni del mercato italiano più attraenti, ma rimangono elementi di incertezza relativamente alla capacità di gestione delle questioni legate ad alcune situazioni specifiche nel settore bancario, che potrebbero determinare situazioni di volatilità nel breve periodo.

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