COME COSTRUIRE UNA BASE FINANZIARIA PER I PROPRI FIGLI

di Matteo Bagno – Consulente Finanziario Fideuram S.p.A.

 

Uno tra gli obiettivi principali di un genitore attento alle esigenze dei propri figli è sicuramente quello di riuscire ad offrire loro, un giorno, un contesto di vita idoneo al fine di metterli nelle condizioni di poter lasciare nel migliore dei modi l’ambiente famigliare, costruendo le basi per la realizzazione dei loro progetti futuri, quali ad esempio un aiuto per l’acquisto della prima casa, il migliore percorso scolastico, come la possibilità di studiare nelle più facoltose università Italiane o estere, oppure porre le basi per l’avvio di un progetto imprenditoriale.

Molte famiglie reputano queste opportunità una mera utopia, ma la realtà dei fatti dimostra che, iniziando un percorso di pianificazione finanziaria corretto fin dai primi istanti di vita della propria prole, i progetti sopra elencati possono diventare facilmente realizzabili.

In che modo?

Prima di tutto bisogna avere costanza, pazienza, non perdere mai di vista il proprio obiettivo e sfruttare i giusti strumenti finanziari che il mercato ci mette a disposizione.

Innanzitutto è doverosa una precisazione: trattandosi di progetti che, per essere realizzati, hanno bisogno di essere focalizzati in un orizzonte temporale di lungo termine, l’aiuto che può dare la figura professionale del Consulente Finanziario diventa indispensabile, non tanto per la scelta dello strumento finanziario, ma soprattutto per la funzione di pianificatore e assistente emotivo durante tutto il percorso del progetto, in quanto l’orizzonte temporale di lungo termine è ricco di contesti sia euforici ma anche critici di mercato, ed è soprattutto durante questi ultimi che la figura del Consulente è di maggiore aiuto.

Detto questo, iniziamo a studiare il contesto

Quando si lavora in un’ottica di lungo termine con i mercati finanziari, non esiste metodologia di investimento più efficace di quella offerta dal sistema PAC (Piano di Accumulo del Capitale)

Questo particolare sistema permette di investire in quote di fondi comuni di investimento a piccoli step, con somme di denaro contenute che, se inserite anche in asset azionari ad alto rischio, permettono di abbattere sensibilmente l’elevata componente di rischio, dando allo stesso tempo l’opportunità di sfruttare l’elevata volatilità dei mercati azionari grazie al meccanismo della capitalizzazione composta del tasso di interesse. Inoltre, la scelta di utilizzare i fondi comuni di investimento, che per natura sono al loro interno altamente diversificati, permette di ridurre ulteriormente la componente di rischio, proteggendosi dalla possibilità di default che la singola azione può subire.

Nello specifico, se concentro tutto il mio patrimonio nelle azioni della società X e la società X fallisce (potrei fare svariati esempi al riguardo, anche storicamente recenti, come le azioni della Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Cassa di Risparmio di Ferrara, ma possiamo anche pensare alle molte società fallite durante lo scoppio della bolla della new economy e delle dot.com nel 2000), io perdo tutto il mio capitale investito; se invece investo in quote di un fondo azionario che investe in centinaia e centinaia di azioni di tantissime società tra cui anche la società X che è andata in fallimento, questo fatto non mi espone al rischio di azzeramento del mio capitale, in quanto non ho concentrato il mio investimento su una singola società ma in centinaia e centinaia di società (concetto di diversificazione dell’investimento).

Ma che cosa significa investire somme di denaro “contenute”?

Il termine “contenuto” è puramente soggettivo. Per alcuni può essere contenuto parlare di una quota di investimento mensile di 50€, per altri può essere 100€, per altri ancora 250€ , 500€ o più. Dipende dalla capacità di risparmio di ognuno di noi e dalla situazione finanziaria generale del nucleo famigliare.

Ovviamente, più la mia quota mensile sarà consistente, più il risultato finale sarà elevato, ma anche se ragioniamo con una quota base di 50€/mese, il traguardo risulterà eccezionale.

Prima di passare ad analizzare alcuni esempi, cerchiamo di capire il motivo per il quale pianificando questa tipologia di progetti, è utile focalizzarci sulla sfera azionaria.

Se andiamo ad analizzare l’andamento storico del mercato azionario in generale nel lungo termine, diciamo in un orizzonte temporale compreso tra i 25/30 anni, nonostante esso si presenti in alcune fasi storiche di breve e medio periodo altamente volatile, focalizzando i grafici nel lungo noteremo un costante trend orientato al rialzo, nonostante si evidenzino in alcuni periodi storici considerevoli picchi al ribasso, seguiti poi da interessanti spunti rialzisti.

È statisticamente dimostrato che nel 95% dei casi, il mercato azionario visto in ottica lunga incrementa costantemente il suo valore.

Il meccanismo del PAC ci mette nelle condizioni di sfruttare appieno ogni fase di mercato, anche quelle di ribasso, continuando costantemente ad investire sia in fasi ribassiste sia in fasi rialziste, mediando continuamente il nostro PMC (Prezzo Medio di Carico).

Facciamo ora alcune simulazioni numeriche, per il momento considerando esclusivamente il capitale che grazie al PAC andremo ad accantonare, tenendo da parte i benefici della capitalizzazione composta degli interessi.

Un bel giorno da una giovane coppia nasce un bellissimo bambino e i genitori, su consiglio del loro Consulente Finanziario, decidono di iniziare un progetto di creazione di patrimonio da donare al loro erede , con l’obiettivo di fornirgli un capitale di avviamento una volta che avrà raggiunto i 25 anni di età. La capacità di risparmio della famiglia non è elevatissima, sono loro stessi molto giovani nella fase di avvio del loro progetto, pertanto valutano idoneo per le loro possibilità iniziare ad accantonare una cifra mensile di 50€ al mese per il loro figlioletto, dopo appena pochi giorni dalla sua nascita.

In termini prospettici di accantonamento del capitale, che cosa comporta innanzitutto questa scelta?

Valutiamo il loro sforzo finanziario iniziale che, in avvio di progetto è certamente contenuto, ma nulla vieta alla giovane coppia di aumentare tale sforzo qualora la loro situazione finanziaria variasse in meglio negli anni a venire.

50€ al mese corrispondono a poco più di 1€ e mezzo al giorno, che paragonato all’acquisto di un bene non indispensabile come può essere una tazzina di caffè presa al bar, corrisponde a circa un caffè e mezzo (focalizzazione in termini reali dello sforzo finanziario).

Quali benefici può portare quindi, privarsi ogni giorno di una tazzina di caffè e mezzo acquistata al bar, per 25 anni, accantonando il valore finanziario del bene a cui si sta rinunciando, in favore del progetto per il futuro del proprio figlio?

Per capirlo nel dettaglio, iniziamo ad allungare gli orizzonti temporali.

50€ al mese corrispondono a 600€ all’anno che corrispondono a loro volta a 15.000€ al termine del nostro progetto.

Ovvio affermarlo, ma sempre utile precisarlo, che se lo sforzo finanziario della giovane coppia ad un certo punto raddoppiasse, anche il risultato finale giocoforza raddoppierebbe: 100€ al mese corrispondono a 1.200€ all’anno che a loro volta corrispondono a 30.000€ alla fine del progetto.

Se torniamo per un attimo alla focalizzazione in termini reali dello sforzo finanziario, 100€ al mese corrispondono a poco più di 3€ al giorno, vale a dire, se vogliamo rimanere nell’ambito della ristorazione, circa un cappuccino e brioche.

Facciamo un passo indietro, tornando al progetto iniziale deciso dalla coppia.

Fino a questo momento abbiamo ragionato esclusivamente sul semplice accantonamento del capitale e non sull’investimento dello stesso all’interno dei mercati azionari.

Per comprendere il reale beneficio di investire i nostri 50€ al mese per 25 anni all’interno di un fondo comune di investimento 100% azionario è opportuno visionare alcuni dati reali storici.

Prendiamo come riferimento, ad esempio, un fondo della categoria “Azionari Globali Mercati Sviluppati”, un fondo che investe principalmente in azioni di emittenti di ogni area geografica a capitalizzazione medio/elevata.

Per renderci maggiormente conto del comportamento dei mercati azionari nel lungo termine, focalizziamo la nostra attenzione sulle performance che questo fondo ha registrato semplicemente in uno dei decenni più difficoltosi della storia dei mercati finanziari, vale a dire tra il 2007 e il 2017, decennio in cui abbiamo visto la crisi dei mutui subprime in America tra il 2007 e 2008 e la crisi del debito sovrano europeo tra il 2010 e il 2011, più tutta la recessione economica che ne è conseguita.

Performance del Fondo:

  • anno 2007 -7,14%
  • anno 2008 -39,50%  (sarebbe bastato semplicemente questo biennio per far saltare le coronarie a tanti investitori, ecco perché ribadisco che è sempre corretto farsi assistere da un professionista del settore quale è il Consulente Finanziario, perché il suo ruolo di gestore emotivo è indispensabile. Vediamo cosa è accaduto negli anni seguenti).
  • anno 2009 +24,75%
  • anno 2010 +16,16%
  • anno 2011 -8,54%
  • anno 2012 +10,95%
  • anno 2013 +21,70%
  • anno 2014 +17,72%
  • anno 2015 +10,93%
  • anno 2016 +4,34%
  • dall’inizio dell’anno 2017 ad oggi +3,85%

Se facciamo un calcolo finanziario possiamo dire che ad oggi questo fondo, nell’ultimo decennio analizzato, sta performando il +42,27%.

Ciò equivale a dire che, sintetizzando tutte le medie mobili delle performance giornaliere e trasformando il rendimento medio del fondo su base annua, coloro che hanno deciso di investire un capitale X nell’anno 2007 e sono stati immobili per un decennio, hanno portato a casa un tasso di interesse annuo composto del +3,97%.

Ottimo.

Adesso procediamo con la nostra simulazione analizzata su dati reali, confrontando due diverse tipologie di investimento, quella in unica soluzione e quella in PAC, prendendo come riferimento i dati decennali sopra illustrati e i parametri prescelti dal progetto della giovane coppia, ipotizzando che la stessa abbia deciso di iniziare ad investire nell’anno 2007.

Cosa sarebbe accaduto se, invece di partire con la modalità del Piano di Accumulo del Capitale, avessero deciso di investire in un’unica soluzione l’intera quota capitale decennale destinata al progetto del loro figlio, avendone avuto la disponibilità fin da subito?

50€ al mese corrispondono a 600€ all’anno che in 10 anni corrispondono a 6.000€

Iniziamo:

  • anno 2007: 6.000 -7,14% = 5.571,60
  • anno 2008: 5.571,60 -39,50% = 3.370,82
  • anno 2009: 3.370,82 +24,75% = 4.205,1
  • anno 2010: 4.205,1 +16,16% = 4.884,64
  • anno 2011: 4.884,64 -8,54% = 4.467,49
  • anno 2012: 4.467,49 +10,95 = 4.956,68
  • anno 2013: 4.956,68 +21,70% = 6.032,28
  • anno 2014: 6.032,28 +17,72% =  7.101,20
  • anno 2015: 7.101,20 +10,93% =  7.877,36
  • anno 2016: 7.877,36  +4,34% =  8.219,24
  • anno 2017: 8.219,24 +3,85% =  8.535,68

Ora confrontiamo questo ottimo risultato con quello generato dal medesimo investimento gestito con la tecnica del PAC:

  • anno 2007: 600 -7,14% = 557,16
  • anno 2008: 557,16 + 600 -39,50% = 700,08
  • anno 2009: 700,08 + 600 +24,75% = 1.621,85
  • anno 2010: 1.621,85 + 600 +16,16% = 2.580,90
  • anno 2011: 2.580,90 + 600 -8,54% =  2.909,25
  • anno 2012: 2.909,25 + 600 +10,95% =  3.893,51
  • anno 2013: 3.893,51 + 600 +21,70% =  5.468,60
  • anno 2014: 5.468,60 + 600 +17,72% =  7.143,96
  • anno 2015: 7.143,96 + 600 +10,93% =  8.590,37
  • anno 2016: 8.590,37 + 600 +4,34% =  9.589,23
  • anno 2017: 9.589,23 + 600 +3,85% =  10.581,51

Che cosa si evince da questo nuovo risultato?

A parità di capitale investito, la tecnica del PAC, grazie alla capitalizzazione composta degli interessi, ha generato un incremento del capitale di ulteriori 2.045,83€ rispetto alla tecnica di investimento in un’unica soluzione, equivalente al +23,97%

Tutto questo in soli 10 anni.

Il progetto della giovane coppia è pianificato per durarne altri 15 … immaginate da soli dove può arrivare.

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