DAZI E SPREAD PADRONEGGIANO SUI MERCATI

In conclusione di settimana

Flessioni vicine al punto percentuale per i listini europei in chiusura di settimana.

La minaccia dei Dazi Trumpiani affonda il mercato dell’auto mentre lo Spread tra BTP e Bund tedeschi sale a quota 293 punti base, con il rendimento del decennale che torna ad essere veramente interessante, registrando un + 3,26% su base annua.

Di riflesso, le quotazioni dei principali titoli bancari a Piazza Affari scendono a livelli da far gola a molti, soprattutto a coloro che hanno compreso che i prezzi attuali di società importanti come Unicredit e Intesa sono senza dubbio occasioni di accumulo piuttosto che pericoli per i propri portafogli.

Se la domanda è “ma possono scendere ancora” la risposta è senza dubbio “certamente”.

Basti ricordare a quali livelli questi titoli si trovavano all’indomani del voto sulla Brexit.

Accumulare sui ribassi è la strategia più corretta.

Senza foga, a piccoli passi, mantenendo sempre la giusta quantità di disponibilità liquide per accumulare ancora quando il mercato ci regala questa opportunità.

E avere pazienza … tanta.

Perché chi ha fretta di ricercare rendimento nel breve periodo rimane quasi sempre scottato. Alla pari di coloro che seguono ormai troppo tardi i trend rialzisti perché quei determinati assets stanno guadagnando valore già da un po’ di tempo e pensano che non ci siano motivi perché questo fatto debba cambiare.

Nulla di più sbagliato.

Ricordo ancora le numerose telefonate di risparmiatori che mi chiedevano come potessero comprare Bitcoin dopo aver sentito la notizia che questi avevano raggiunto quota 20.000 $ …

Altro titolo degno di nota, non certamente per le sue performance positive degli ultimi tempi è senza dubbio Telecom, che quest’oggi ha toccato i minimi storici dal 2013, in un contesto di debolezza generalizzata di tutto il comparto TLC europeo.

A pesare sui mercati, oltre all’argomento Dazi per quanto riguarda l’equity globale e le scelte politiche italiane per quanto riguarda il nostro debito sovrano, è senza dubbio la crisi in Argentina.

Lo sa bene Pirelli, che ha deciso di ampliare il suo stabilimento di pneumatici proprio nel paese sudamericano, titolo zavorrato anche dal giudizio negativo di Beremberg, che ha variato il suo giudizio da “hold” (mantenere in portafoglio) a “sell” (vendere).

Chiudiamo l’analisi con l’Euro, che si riporta sotto 1,17 sul dollaro americano, e il petrolio, che cala leggermente.

Auguro a tutti voi un sereno week end di riposo, invitandovi a lunedì per un nuovo inizio di settimana.

Vi lascio come sempre ricordandovi che quando i mercati non ci regalano il segno verde, non bisogna spaventarsi ma approfittarne… e non lo dico perché ritengo di essere un genio della finanza..

Vi svelo un segreto: i geni della finanza non esistono.

Esiste solo il buon senso.

Buonanotte a Tutti

 

Matteo Bagno

ARGENTINA E TURCHIA: ATTENTI A QUEI DUE

Il punto sulla giornata

Rosso diffuso in Europa con Milano e Madrid fanalini di coda. L’aggravarsi della crisi argentina e il nuovo crollo della lira turca sulle indiscrezioni di dimissioni del vice governatore della banca centrale in Turchia hanno generato vendite.

A Milano Tenaris e Telecom le peggiori tra le Blue Chips.

Fuori dal paniere principale Astaldi tocca i minimi storici: a pesare sul titolo i ritardi nella cessione del Terzo Ponte sul Bosforo.

Oltre a Telecom in Italia, si registrano vendite generalizzate su tutto il comparto dei telefonici europei, con Iliad e Vodafone in scivolone.

Rimanendo in tema Italia, da sottolineare la nuova risalita dello Spread a 285 punti base con il rendimento del decennale a quota 3,2%

A livello globale invece importante sia il proseguo del rialzo del petrolio con il WTI a 69,7 e il Brent a 77,5, dollari al barile, sia il recupero del dollaro sull’euro.

In America si registra la risalita delle richieste di sussidi lavoro, dei redditi e delle spese.

In una giornata come questa, il ritracciamento  dell’equity e l’innalzamento del rendimento dei bond nostrani, possono essere visti, come sono solito affermare, opportunità.

Il concetto madre, in questi casi, è sempre il medesimo: mantenere i nervi saldi, sfruttare le opportunità generate dalle discese per accumulare o entrare e avere sempre (e dico sempre) una visione di medio-lungo termine.

Solo così si genera rendimento.

 

Buona serata a tutti e a domani per l’ultimo aggiornamento della settimana sui mercati.

 

Matteo Bagno

 

AMERICA SALVA I LISTINI, A MILANO SPICCA FERRARI

Il punto sulla giornata

I mercati Europei si sollevano nel finale di giornata grazie ai nuovi record statunitensi registrati sulle previsioni del PIL trimestrale sopra le attese.

A Milano prosegue la sofferenza di Atlantia e del comparto bancario seguito dalle utility, mentre la maglia nera viene conquistata dal titolo Telecom Italia, raggiungendo i livelli di borsa del 2013. Maglia rosa invece viene assegnata al titolo Ferrari che festeggia la prossima quotazione della sorella Aston Martin sul listino londinese, prevista per ottobre di quest’anno.

Fuori dalle Blue Chips si sottolinea lo scivolone di Brunello Cucinelli nonostante i buoni risultati aziendali e il proseguimento del rally di Juventus.

La peggiore d’Europa è stata Madrid con il crollo in borsa di Inditex, società controllante la catena Zara.

Debolezza sulle TLC.

Per quanto riguarda il cambio Euro/Dollaro, si registra il rientro dentro quota 1,16, mentre l’oro nero riprende il rialzo, sostenuto dal dato debole sulle scorte di petrolio negli Stati Uniti.

Importante il dato sull’asta BOT odierna dove sono stati assegnati 6 miliardi di titoli a scadenza semestrale con un rendimento che torna positivo a 0,438%.

Infine lo Spread scende leggermente rispetto a ieri a 280 punti base, confermando il rendimento del decennale al 3,18%

 

Una Buona serata a tutti

 

Matteo Bagno

 

MILANO IN ROSSO, EURO IN RISALITA

La giornata sui mercati

  • A Piazza Affari i titoli Atlantia e A2A appesantiscono il listino, accompagnati dalla discesa dei bancari nonostante le rassicurazioni del ministro Tria sulla possibilità di un NON superamento della soglia del 3% nel rapporto Deficit/Pil. Tiene banco Fincantieri, possibile società impegnata nella ricostruzione del ponte di Genova da poco crollato.
  • Sul comparto del debito troviamo ancora in sofferenza i BTP, con il rendimento del decennale al 3,19% e lo spread leggermente in calo ma ancora decisamente sostenuto a 281 punti base.
  • Il cambio Euro/Dollaro si riporta sopra a 1,17 mentre in Europa il comparto auto prosegue il rally grazie all’accordo USA-Messico

 

 

Accordo Usa – Messico traina al rialzo i mercati

A livello macro

  • Il cambio Euro/Dollaro rimane consolidato sopra 1,16 e il greggio mantiene i suoi attuali livelli di forza

In Europa

  • Francoforte batte tutti i listini europei grazie all’incremento della fiducia degli imprenditori tedeschi

In Italia

  • Le banche italiane soffrono con i BTP che perdono valore aumentando i rendimenti e il rialzo dello Spread
  • Mantiene alta la testa del listino milanese FCA, premiata ancora una volta dalla fuga di notizie sulla possibile vendita di Magneti Marelli

 

 

 

POWELL RASSICURA, EURO SALE

Il Governatore della Fed, la Banca Centrale Americana, Jerome Powell, rassicura i mercati e fa salire la valuta europea nei confronti di quella americana.

I punti salienti macro

  • Powell identifica appropriata l’attuale rotta di aumento graduale dei tassi di interesse americani
  • Il cambio euro/dollaro accelera dopo le parole del Governatore della Fed americana

I punti salienti italiani

  • Le Banche del Bel Paese rimangono sotto osservazione con l’aggiunta di alcune indiscrezioni di una maxi aggregazione tra Unicredit e Societé Generale
  • Lo Spread scende a 274 punti base, mantenendo il rendimento del decennale sopra al 3%