L’inizio di settimana

Milano la migliore con lo spread in contrazione grazie a Tria, il ministro dell’ Economia che punta a rispettare i paletti europei sul rapporto deficit/PIL.

In testa il settore bancario, che compensa le discese del comparto del lusso e delle utility.

Oltreoceano troviamo un’America debole, penalizzata dai timori di una nuova ondata di dazi del Presidente contro la Cina.

Chiudiamo con i cambi e il petrolio: euro contro dollaro americano a 1,1689, oro nero praticamente invariato dalla fine della scorsa settimana

Il Finale di settimana dei mercati

Economia statunitense florida, produzione industriale positiva e fiducia dei consumatori in ascesa spingono i mercati europei in questo finale di settimana.

Recupera il dollaro statunitense nei confronti dell’euro, stabilizzando il cambio sotto 1,17.

Petrolio poco mosso, con il barile americano a 68,6 dollari e quello londinese a 77,9.

Sembra proseguire l’intenzione del Presidente americano Donald Trump ad imporre i dazi nei confronti della Cina, nonostante questa non sia minimamente spaventata dalle minacce.

In Europa spiccano comparto auto e materie prime, con la Germania a guidare la salita dei listini.

In Italia si allarga il debito pubblico, con i commissari europei ammonitivi su un rapporto deficit-PIL sopra il 130%.

Sempre in merito al nostro Paese, altro dato rilevante è l’aumento dell’inflazione, con il tasso che registra un valore su base annua pari all’1,6%.

Concludiamo con lo spread, stabilizzatosi per il momento a 236 punti base, con il decennale che rende il 2,81% annuo.

 

 

Il punto sulla giornata

Stime di crescita dell’Area Euro inferiori del previsto e rallentamento dell’inflazione USA arrestano i mercati.

Riavvio dei colloqui tra USA e Cina sui dazi e rialzo dei tassi di interesse al 24% da parte della Banca Centrale Turca non bastano come notizia a portare la chiusure delle borse in territorio positivo.

Dulcis in fundo la discesa del petrolio.

Il nostro listino ha sofferto anche a causa del Commissario Europeo agli Affari Economici Moscovici che insiste ad affermare il nostro “essere un problema”, auspicandosi di vedere una legge di bilancio credibile.

Nonostante tutto lo spread non è stato influenzato.

l’Opec riduce le previsioni di crescita di domanda del greggio

La Bank of England mantiene invariata la propria politica monetaria sulla scia della BCE mentre la Banca Centrale Turca, come già accennato all’inizio, alza i tassi.

La riunione della BCE

Ciò che si pensava è stato: tutto invariato.

Tassi di interesse fermi almeno fino alla prossima estate e QE in conclusione a fine anno.

 

 

 

 

La giornata sui mercati

  • Borse Europee in rialzo
  • Piazza Affari chiude in rialzo dopo aver vissuto quasi tutta la seduta in negativo sulla notizia che il Movimento 5 Stelle avrebbe avuto intenzione di far inserire nella legge di Bilancio, dal Ministro dell’Economia Tria, 10 miliardi in più per la legge sul Diritto di Cittadinanza. Questo ha provocato durante la seduta sia un consistente calo dell’indice, sia il rialzo dello spread. A notizia smentita il recupero degli asset.
  • Cambio Euro/Dollaro stabile e petrolio in volata sulle prospettive dei danni che causerà l’Uragano Florence, dopo l’emanazione dell’ordine di evacuazione per 1,7 milioni di americani
  • Lo Stato Italiano colloca BOT ad un anno con rendimento in calo allo 0,436%
  • Sentiment di attesa per la riunione della BCE di domani
  • Cina sempre più intenzionata a chiedere l’autorizzazione a sanzionare gli USA
  • Registrato rallentamento della produzione industriale in Europa e forte rialzo degli occupati in Italia a giugno

Le storie di giornata a Piazza Affari

  • Prysmian in difficoltà sulla notizia dello stop dei collegamenti tra Scozia e Galles
  • Atlantia prosegue a ricercare la risalita sulle indiscrezioni che vedono per il momento una smentita sul fatto che si vedrebbe revocare la concessione per l’A10
  • Telecom insiste nella discesa, appesantita dal futuro incerto della compagnia e sulla possibile vendita di Sparkle
  • Sprint per Salvatore Ferragamo, dopo i rumors riguardanti l’intenzione della famiglia della compagnia di voler trattare con un fondo di Private Equity per la vendita della società e alcuni asset immobiliari
  • I titoli della Galassia Agnelli spiccano il volo grazie alle promozioni degli analisti
  • Saipem Tenaris seguono di pari passo lo sprint del petrolio

Il riassunto della giornata di Borsa

Dopo un’intera seduta incentrata sulle vendite, le contrattazioni borsistiche si sono riportate sulla parità grazie alla sferzata al rialzo del prezzo del petrolio.

 A Piazza Affari

  • Medaglia d’oro a Ferrari, dopo essere riuscita a trovare un accordo con l’Agenzia delle Entrate in merito ad una agevolazione fiscale sul Patent Box.
  • Atlantia ci prova ancora una volta ad alzare la testa sul finale dopo una giornata volatile, rialzo sancito dalle indiscrezioni su un possibile indennizzo agli azionisti di Autostrade per l’Italia, in caso di nazionalizzazione della compagnia.
  • Mediaset zavorrata dalle vendite dopo che la società ha smentito le indiscrezioni di ieri sulla possibilità di acquisire la totalità della compagnia spagnola da essa controllata
  • Bancari in sofferenza dopo gli ultimi rally, sofferenza giustificata oggi dalla leggera risalita dello spread e il conseguente calo del decennale e rialzo del rendimento a scadenza.

A livello Globale

  • Ancora litigi commerciali tra USA e Cina, con quest’ultima decisa a sanzionare gli States.
  • Preoccupazioni per l’imminente arrivo dell’uragano Florence: alcuni titoli di società assicurative tremano al pensiero dei costi che dovranno sostenere per rimborsare i propri assicurati dai danni quasi certi del cataclisma che si sta per abbattere; altre società invece vengono acquistate sulle prospettive di futuri lavori di ricostruzione.

Il punto sulla giornata

Avvio di settimana all’insegna dello sprint per Piazza Affari.

Vediamo insieme i fattori che ci hanno trainati al rialzo

  • Rassicurazioni del Ministro dell’Economia Tria sul rispetto delle regole di Bilancio Europeo da parte dell’Italia
  • Morgan Stanley ritiene che i nostri asset si possano rialzare: ciò ha innescato la risalita dei corsi dei BTP e la contrazione dello spread fino a 235 punti base, portando inoltre i titoli bancari e le utility a spiccare il volo

Le nostre storie di giornata

  • Leonardo vola trainata dalla notizia dell’acquisto di Vitrociset, che dovrebbe portare a interessanti rapporti aziendali con Fincantieri e la Francia.
  • Telecom batte un colpo, chiudendo la seduto a quasi + 3% dopo i battibecchi tra Elliot e Vivendi
  • Atlantia non riesce ancora a tirare su la testa dopo le parole di Di Maio.
  • Fuori dalle Blue Chips crolla ancora Astaldi, dopo il rating negativo di Fitch.
  • Mediaset, quella spagnola però, listata a Madrid, decolla sulle indiscrezioni di una possibile OPA da parte della nostra azienda italiana, la casa madre per l’appunto.

Cosa accade di rilevante fuori dai nostri confini

  • Apple si scontra con l’amministrazione Trump: la sempre più concreta minaccia di dazi nei confronti della Cina potrebbe penalizzare la mela morsicata. Di tutta risposta, Donald stuzzica il colosso statunitense invitandolo a costruire e assemblare i propri dispositivi negli States, “consigliando” di iniziare a costruire fabbriche in America piuttosto che lamentarsi dei dazi.
  • Situazione cambi Euro/Dollaro e petrolio nella norma, nulla di nuovo da registrare rispetto alla fine della settimana scorsa: Euro a 1,16 sul Dollaro, petrolio in rialzo
  • Si sta definendo sempre di più la conclusione delle trattative sulla Brexit: il negoziatore Barnier è ottimista su un accordo entro 8 settimane e ciò sta riportando la sterlina a rialzare la testa nei confronti sia del dollaro americano che dell’Euro.

 

 

 

Perché è corretto pagare la Consulenza?

Intendo la vera consulenza, quella professionale, fornita con cognizione di causa.

Ultimamente mi sono posto spesso questo quesito, dal momento che in giro, colloquiando con numerose persone, ho notato un certo malessere e una certa resistenza a comprendere il motivo per il quale io, come molti altri professionisti affermati del mio stesso settore, quello finanziario, debba essere remunerato per i servizi e la consulenza che offro.

Vi sembra una cosa sbagliata?

Sinceramente a me no e non me ne vergogno certamente ad affermarlo.

Provo a spiegarvi il mio punto di vista:

Quando mi confronto con un cliente e cerco in ogni modo di soddisfare al meglio le sue esigenze, oppure quando mi sto impegnando per risolvergli una problematica al fine di agevolargli la vita, io gli sto offrendo i miei servizi professionali, per i quali ritengo sia corretto che io venga ricompensato.

Questo ragionamento non lo faccio solo io nel mondo della consulenza, che sono un Consulente Finanziario.

Questo ragionamento lo fa anche l’Avvocato, il Notaio, l’Architetto, il Medico e molti altri professionisti affermati.

Tutte figure professionali che offrono ai propri clienti, o meglio ancora, ai propri assistiti, dei servizi.

Il Consulente Finanziario però viene visto un po’ diversamente dalla gente comune.. come mai?

Diciamo innanzitutto che la figura del Consulente Finanziario, quello vero, con tutti i requisiti di professionalità e onorabilità, iscritto all’albo OCF e al RUI, è ancora poco conosciuta in Italia.

Il CF viene spesso confuso con la figura del bancario, professione assolutamente di grande rispetto, ma il paragone è senza dubbio errato.

Inoltre, essendo accostato alla figura del dipendente di banca, che in passato mai ha avuto da pretendere nulla dai suoi clienti, dal momento che viene remunerato con uno stipendio da normalissimo impiegato, non viene ben compreso dalla collettività il motivo per cui adesso debba essere variata la sua remunerazione.

Semplicemente perché non è un bancario.

Tra le sue competenze esistono anche quelle del bancario, per ovvi motivi, ma non è semplicemente un dipendente di banca.

È un professionista del settore finanziario, indipendente e autonomo sia sul piano relazionale con la propria clientela, sia sul piano dei servizi offerti.

E qui si tocca un altro punto cruciale, ovvero quello dell’autonomia e dell’indipendenza.

Molto spesso sento affermare il fatto che dal momento in cui il CF sceglie e viene scelto da una società di consulenza finanziaria e patrimoniale, che il più delle volte è anche una struttura bancaria, firmando un contratto di collaborazione o, come si chiama in gergo, “di agenzia”, questi perda tutto ad un tratto la propria indipendenza e autonomia perché rientra all’interno di un conflitto di interessi.

Nulla di più ridicolo.

È il nostro sistema in Italia che ci impone, per poter offrire ai nostri clienti i servizi di cui hanno bisogno, di affiliarci ad una struttura che ci consenta di offrirli. E l’unica imposizione è che la struttura che scegliamo e che ovviamente accetta e ci sceglie, sia una e una soltanto, cioè il cosiddetto contratto “monomandatario”.

Non mi sento per questo certamente in colpa.

Ma questo particolare fatto della nostra professione viene ultimamente molto spesso utilizzato come arma da coloro i quali, per ignoranza e invidia e nulla più, trovano piacere nel denigrare un’intera categoria di professionisti per attaccarne solo alcuni che non si sono comportati bene.

Certo, non sono un ipocrita.

So benissimo che non tutti i Consulenti Finanziari nascono con l’aureola.

Come non nascono con l’aureola tutti gli Avvocati, i Medici, gli Architetti, gli Ingegneri e chi più ne ha più ne metta.

La differenza, quella vera, la fa e la farà sempre e solo la persona.

Per farvi capire meglio cosa intendo, vi faccio alcuni esempi:

  • Dopo aver analizzato le esigenze del mio cliente, che dal momento in cui ha firmato il contratto di consulenza con me è a tutti gli effetti un mio assistito, nonostante io da questo momento gli apra un rapporto bancario con la struttura con la quale collaboro, mantengo sempre e comunque l’indipendenza e l’autonomia di applicargli il costo del servizio che ritengo più adeguato al suo profilo. Non esiste nessuno all’interno della mia struttura che mi venga a contestare il fatto che al mio cliente ho aperto un conto corrente a canone zero quando tra le numerose scelte di categoria di conto avrei potuto anche optare per un servizio che avrebbe dato sia a me che alla mia struttura una remunerazione maggiore, al fine di raggiungere determinati obiettivi di budget. Se non mi sentissi libero di decidere autonomamente cosa fare, non starei di certo collaborando con la struttura con cui opero. Che poi a livello aziendale possano anche esistere classifiche, budget, premi, questo accade in qualsiasi azienda, anche al di fuori del settore finanziario. Ma il punto fermo è che io non ne sono vincolato. Sta a me decidere cosa proporre al mio cliente e mi viene lasciata libertà assoluta di farlo.

 

  • Altro esempio: sempre dopo aver analizzato attentamente le esigenze del mio cliente, comprendiamo insieme che una delle sue esigenze primarie sia quella di costruire un portafoglio di investimento sfruttando gli strumenti del risparmio gestito, ossia utilizzare degli strumenti finanziari che sono a loro volta gestiti non direttamente da me in prima persona, ma da altri partner finanziari a loro volta affiliati alla struttura con la quale collaboro o addirittura società di gestione del risparmio, comunemente chiamate SGR, di proprietà della mia stessa struttura, o anche di altre strutture con le quali sussistano delle determinate partnership. Tutto questo al fine di aumentare la diversificazione del portafoglio del mio cliente e di ridurne il rischio intrinseco. Bene. Tutto questo lavoro di gestione e costruzione del portafoglio ha un costo, in quanto è un servizio che viene offerto al mio cliente, un costo anch’esso diversificato che prende in esame diverse voci, voci sulle quali io, in qualità di Consulente Finanziario, ho l’autonomia e la libertà di apportarvi delle modifiche. E’ ovvio che non potrò mai arrivare ad azzerare completamente il costo totale di un servizio offerto, ma ho tuttavia l’indipendenza di poterlo modulare nel modo migliore possibile in base al profilo del mio cliente, in modo tale da rispettare il corretto rapporto di costi/benefici.

 

Bisogna che ragioniamo tutti attentamente sul fatto che non esiste al mondo professionista che lavora gratis, a maggior ragione se il lavoro e l’assistenza che viene svolta è fatta bene e in modo onesto.

E’ il professionista, la persona che avete davanti e dovete scegliere attentamente, che fa la differenza, non la categoria professionale in senso stretto.

Se andate da più Avvocati a chiedere una consulenza legale, troverete per ognuno parcelle differenti per la stessa medesima assistenza che state chiedendo.

Dal Notaio uguale, dall’Architetto pure.

Sta a Voi capire quale di questi professionisti sia il più idoneo alle vostre esigenze, soprattutto in un’ottica di costi e benefici.

Il lavoro che non presuppone un compenso idoneo, non è un lavoro.

Se non siete disposti a pagare per avere un servizio, vuol dire che avete la presunzione di potervi arrangiare su tutto e commetterete errori, perché il “Fai da Te” comporta solo problemi.

Non si può pretendere di essere onniscienti su ogni materia, e non si può pretendere che chi ha le competenze per aiutarvi non vi chieda di sopportarne un costo.

Un costo che ovviamente deve essere giusto ed equo.

A mio parere questa è la prima grande nozione di Educazione Finanziaria sulla quale ognuno di noi dovrebbe riflettere.

 

Matteo Bagno

Consulente Finanziario – Fideuram S.p.A.

La chiusura di settimana

I dati americani sull’inflazione, che ne vedono una salita sopra le attese degli analisti, porta in chiusura di settimana i mercati a cedere terreno.

I punti salienti che hanno penalizzato la giornata borsistica:

  • Paura che la FED, La Banca Centrale Americana, dopo i dati sull’inflazione USA, acceleri ulteriormente la risalita dei tassi di interesse
  • Paura che si concretizzi lo scenario di avvio di ulteriori dazi da 200 miliardi di dollari nei confronti della Cina da parte degli Stati Uniti
  • Dati sulla crescita del PIL della Zona Euro in frenata rispetto alle previsioni di inizio anno; a conseguenza di ciò il comparto più colpito dalle vendite è stato il settore bancario.

Come ha reagito Milano?

  • Banche giù, nonostante si sia evidenziato un’ulteriore contrazione dello spread a 249 punti base dai 256 registrati ieri in chiusura di contrattazioni
  • Buona giornata per FCA e Ferrari, che hanno vissuto le rispettive assemblee degli azionisti, impegnati nel confermare i vertici delle due società dopo la triste dipartita di Sergio Marchionne
  • Sussulti in zona verde e zona rossa, con chiusura finale positiva, per Telecom Italia, che rimane tuttavia ancora sui minimi di 5 anni fa. L’attenzione è focalizzata sull’imminente riunione di lunedì del cda dell’azienda, consiglio di amministrazione che dovrà interrogarsi sul tema delle aste sul 5G.
  • Atlantia incassa nuovamente il rosso dopo essersi risollevata in maniera preponderante nella seduta scorsa.

I dati macro più rilevanti:

  • I dati americani hanno influenzato sensibilmente il cambio Euro/Dollaro, portando la moneta unica europea a scendere sotto il livello di 1,16; complice soprattutto il ragionamento degli analisti sui salari medi orari che, visti in salita, potrebbero portare ad un rialzo più repentino del previsto dell’inflazione e di conseguenza la possibilità che, come già anticipato all’inizio, La FED possa decidere di incrementare ulteriormente la spinta al rialzo dei tassi di interesse
  • Tutto ciò ha portato influenza anche sul petrolio, che sul finale ha invertito l’ascesa, perdendo di valore
  • Bene i dati sulla creazione di nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti nel mese di agosto; tasso di disoccupazione inalterato al 3,9%

Tutte avvisaglie per l’imminente annuncio del terzo rialzo dei tassi di interesse americani.

Staremo a vedere la reazione dei mercati nelle prossime settimane

Consigli per il Week end:

  • Nonostante lo spread tra BTP e BUND tedeschi si sia ben contratto in questa settimana, il livello dei nostri Titoli di Stato rimane interessante. La scelta del tasso fisso rimane indubbiamente quella più rischiosa, nonostante il rendimento certo e la garanzia del capitale a scadenza, in quanto il possibile ma senza dubbio plausibile prossimo rialzo dei tassi di interesse anche in Area Euro farà scendere ancora i corsi degli attuali BTP. Se siete estremamente conservativi e non vi è alcun modo di farvi comprendere l’enorme potenzialità dell’investire nel mercato azionario in un’ottica di medio-lungo termine, unica vera grande risorsa per la creazione di un adeguato valore dei vostri patrimoni, soprattutto se sfruttata in una strategia di accumulazione periodica del capitale, piuttosto che mantenere giacente denaro che non serve per la fruizione delle vostre necessità di vita quotidiana all’interno dei conti correnti, spostate la vostra attenzione sul tasso variabile. Non darà sicuramente rendimenti eccezionali, ma di certo non eroderà il valore futuro del vostro patrimonio come mantenere ingenti somme di denaro fossilizzate. Anche solo decidendo di comprare un CCT lungo oggi, che vale 90, incassare per 7 anni una cedola che si adeguerà all’andamento al rialzo dei tassi di interesse e alla fine incassare 100, è pur sempre meglio che stare fermi a guardare cosa accade.
  • Se invece siete, come mi auguro, un po’ più lungimiranti e avete al vostro fianco un professionista in grado di farvi comprendere le enormi potenzialità dell’acquistare rischio controllato attraverso l’investimento diversificato nel comparto azionario globale, sfruttate questo momento per accumulare azioni. Scegliete un bel fondo azionario, sfruttate la tecnica di investimento ad accumulazione di capitale periodico e dimenticatevi delle oscillazioni di breve termine dei mercati finanziari. Fra 10-15 anni sarete felici. Un risparmiatore che sceglie questa strada, che magari ha giacenti in conto tra i 90 e i 150 mila euro e non sa cosa fare perché ha paura, non è consigliato da nessuno ed è bloccato in una bolla, gli basterebbe creare un piano di accumulo da mille euro al mese per trovare il sorriso fra un decennio. Piuttosto che vedere fra 10 anni scritta ancora la stessa cifra in conto e sapere che questa vale comunque meno di 10 anni prima….beh……meglio Piuttosto non credete?

Buone riflessioni e buon week end a tutti.

Ci sentiamo lunedì sera per analizzare insieme l’inizio della prossima settimana dei mercati

 

Matteo Bagno

 

 

Il punto sulla giornata

Europa ancora in rosso e questa volta Milano non azzecca la controtendenza, con lo spread che riguadagna alcuni punti base.

Le ragioni che continuano a caratterizzare il panorama di flessione generalizzata sono sempre i medesimi da diverse sedute:

  • Trattative commerciali sui dazi tra USA e Cina
  • Crisi in Argentina e Turchia
  • Sofferenza del comparto tecnologico americano

In casa nostra però, nonostante la flessione dell’indice, rialza la testa Atlantia, complici le parole del Presidente del Consiglio Conte sul fatto che la nazionalizzazione della compagnia non sia l’unica soluzione possibile.

Bene Enel, rafforzata dal giudizio positivo di Goldman Sachs, che ne raccomanda l’acquisto in portafoglio.

Rimbalza leggermente Telecom, dopo che gli attacchi di Vivendi sembrerebbero non aver sortito ulteriori effetti negativi, ma il titolo rimane ancora a livelli che a mio modesto parere non le fanno onore, livelli che destano senza dubbio un interesse ad averne un pochino in portafoglio.

Fuori dal nostro paniere principale dei 40 titoli a maggiore capitalizzazione ritroviamo il dramma Carige, con Malacalza che duella con Mincione in assemblea.

Bene Salini Impregilo che si appresta a costruire il nuovo aeroporto di Lima in Perù.

Fiasco totale per la compagnia Saras, crollata di oltre l’11% dopo che i Moratti hanno deciso di collocare sul mercato un pacchetto azionario pari a circa il 10% della società.

Oggi poco mosso lo spread, nonostante si registri una lieve risalita sul finale a 255 punti base, ma il rendimento del decennale rimane sotto il 3%.

Infine, come sempre, Euro su Dollaro americano, in risalita sopra 1,16 e oro nero in calo dai massimi, nonostante i livelli del Brent e del Wti rimangano ben sostenuti rispetto al recente passato.

Stiamo a vedere domani come si chiuderà questa settimana di contrattazioni

Buona serata a tutti

 

Matteo Bagno

Il punto sulla giornata

Si stava per replicare lo scenario visto ieri sui mercati, con l’Europa in deciso rosso e Milano in recupero. Così è stato per buona parte della giornata ma, dopo l’apertura di Wall Street, il rosso, seppur marginale (-0,09%), ha raggiunto anche Piazza Affari.

L’incertezza e la volatilità generalizzata è dovuta dalla situazione dei mercati emergenti, con Turchia e Argentina sulla lente di ingrandimento, senza dimenticare ovviamente la battaglia commerciale sui dazi tra Cina e Stati Uniti e la ripresa dei colloqui sul Nafta tra USA e Canada.

Milano però vive anche una storia a parte, perché la grande attesa sarà la famigerata legge di Bilancio che dovrà arrivare con il mese di ottobre, che da alcune indiscrezioni uscite dal mondo politico sembrerebbe rispettare le linee guida dettate dall’Europa, senza lo sforamento del famoso 3% nel rapporto deficit – PIL.

Tutto ciò sta facendo proseguire il forte rally del comparto bancario, trainato dall’altrettanto forte contrazione dello Spread, che oggi ha toccato quota 257 punti base: gioiscono i titoli bancari e i Titoli di Stato, che riportano i loro corsi in area di respiro, anche se ovviamente, come sappiamo, di strada ce n’è ancora molta da fare.

Questo però avvalla la mia teoria che, come già descritto in recenti articoli, i forti cali di questi assets possono essere sfruttati per reagire ed investire piuttosto che per trincerarsi e subire gli eventi.

Tra i nostri titoli, prosegue l’evidenza negativa di Stmicroelectronics, trainata al ribasso dalla sofferenza dell’intero settore tecnologico.

Penalizzato oggi anche il settore petrolifero, che porta le nostre Eni, Saipem e Tenaris a vedere il segno rosso. Tuttavia meno marcato di tutti il rosso di Saipem, che oggi ha stimolato non poco i traders portandosi a guadagnare oltre il 3% sul giudizio positivo sull’azienda da parte di Morgan Stanley, per poi farsi trascinare al ribasso da tutto il comparto cedendo lo 0,39%.

Altro viaggio in altalena tra un timido segno verde e un marcato segno rosso lo ha fatto Telecom, da molte sedute ormai penalizzata dal mercato.

Chiudendo, il cambio Euro – Dollaro, che ha visto un recupero della valuta europea nei confronti di quella statunitense.

Occhi puntati su ciò che ci regalerà la giornata di domani

 

Buona serata a tutti

 

Matteo Bagno