L’argomento che ho deciso di trattare con voi oggi, prende in esame un regime di lavoro che solitamente i clienti non sono abituati ad utilizzare, ovvero quello della pianificazione finanziaria.

Imparare a ragionare con i nostri soldi per obiettivi, progetti di vita ed esigenze, non è qualcosa che siamo abituati a fare.

Normalmente, portati a ragionare più con il concetto di rendimento e non di progettazione delle nostre risorse finanziarie, tendiamo a perdere di vista i nostri reali bisogni.

Questo non significa che dobbiamo mettere da parte il concetto di rendimento, ma dobbiamo più che altro cercare di allargare i nostri orizzonti verso una corretta programmazione del tempo che abbiamo a nostra disposizione.

Imparando a fare questo, di conseguenza i rendimenti arriveranno da sé.

Come iniziare il lavoro di Pianificazione

Prima di iniziare, come appena accennato, devo liberare la mia mente dalla concezione di rendimento certo su base annua e slegarmi dal ricercare, semplicemente, un prodotto finanziario sul quale investire.

La ricerca spasmodica della soluzione commerciale in grado di generare un tasso di interesse e nulla più, in alcuni casi può risultare solo deleteria.

In primis perché rischio di acquistare qualcosa che in realtà non mi serve o non è per me adatta, magari comprendendone poco la sua natura.

In secondo luogo perché rischio di andare a concentrare e magari a vincolare tutti i miei risparmi in un prodotto che in realtà non risulta essere adatto alle mie esigenze.

Liberiamoci dalla ricerca del prodotto finanziario e pensiamo invece a costruire un portafoglio che rispecchi i nostri bisogni reali.

Per fare questo, è necessario innanzitutto riflettere su noi stessi, sulla nostra vita, che è sicuramente diversa da quella di un’altra persona.

Il portafoglio è individuale e personale, come i nostri bisogni.

Come procedere

Fatto 100 delle nostre risorse finanziarie, si individuano 6 aree tematiche con le quali lavorare:

  1. LIQUIDITÀ: è l’area che risponde ad ogni nostra esigenza quotidiana e che individua la percentuale di risorse che è necessario per noi mantenere stabile in conto corrente, tenendo conto dei flussi di entrata e di uscita costanti, come stipendi, pensioni, domiciliazioni, ecc.
  1. RISERVA: è l’area che risponde ai nostri obiettivi di investimento di breve periodo, in grado di proteggere il nostro patrimonio finanziario dall’inflazione. Possono essere progetti a 3 – 5 anni, che utilizzano strumenti finanziari a rischio e volatilità contenuti o addirittura titoli a capitale protetto o a capitalo garantito a scadenza.
  2. INVESTIMENTO: è l’area che risponde ai nostri obiettivi di investimento a medio – lungo termine. Qui nascono e si sviluppano i progetti più importanti e impegnativi della nostra vita, sfruttando l’efficacia di un orizzonte temporale molto esteso, come piani di accumulo del capitale o progetti per i nostri figli.
  3. PREVIDENZA: è l’area che serve per decidere oggi il nostro tenore di vita di domani. L’orizzonte temporale dei progetti previdenziali è allineato al momento esatto in cui usciremo dal mondo del lavoro per trovarci, alla pensione, un tesoretto che soddisfi i nostri bisogni in età avanzata. Per soddisfare tali bisogni è possibile utilizzare lo strumento finanziario cardine, ovvero il Fondo Pensione, ma non solo.
  4. TUTELA: è l’area che serve a proteggere il nostro capitale dagli imprevisti della vita, sfruttando soluzioni sia finanziarie ma soprattutto assicurative
  5. EXTRA-RENDIMENTO: è un’area solitamente molto contenuta, non sempre indispensabile nei nostri portafogli, ma molto utile per cogliere le opportunità che il mercato ci può offrire in determinati frangenti. Solitamente vengono utilizzati strumenti finanziari con livelli di rischio alti e volatilità importante.

Identificate le mie aree di lavoro, studiati affondo i miei progetti, il lavoro di pianificazione consisterà nel suddividere il mio patrimonio finanziario all’interno delle aree stesse.

Conclusioni

È bene evidenziare l’importanza di saper personalizzare ed individualizzare un portafoglio finanziario.

In regime di pianificazione, non è obbligatorio utilizzare tutte le aree di bisogno appena descritte.

Ogni portafoglio deve essere lo specchio delle nostre esigenze.

Se assieme al proprio Consulente Finanziario si identificano solo alcune delle 6 aree, sarà sufficiente selezionare esclusivamente quelle di nostro interesse.

I nostri bisogni, le nostre esigenze e i nostri progetti di vita non sono fissi o prestabiliti, ma per ognuno di noi diversi e in continua evoluzione.

Pertanto, l’utilizzo di una o più aree, può tranquillamente variare nel tempo.

Ciò che è imprescindibile è accettare il fatto che solo se si è assistiti bene da un professionista del settore finanziario, come lo è il Consulente Finanziario, si è in grado di pianificare correttamente la propria vita e quella di tutta la famiglia.

Matteo Bagno – Consulente Finanziario

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