MILANO SCOMMETTE SULLA LEGGE DI BILANCIO

Milano la migliore d’Europa.

La scommessa è tutta sulla prossima legge di Bilancio, che il Governo Conte annuncia sarà inferiore al 2% nel rapporto Deficit/Pil.

I restanti listini europei sono rimasti sui valori della scorsa seduta, fermati dalla debacle del settore auto.

Ottimi spunti dal settore petrolifero, con il Brent volato a quota 82 dollari al barile.

Settore bancario in festa, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi in area 235 punti base.

I riflettori rimangono tuttavia puntati sull’ondata di nuovi dazi emanati ieri dall’amministrazione Trump in sfavore della Cina, che si dichiara estremamente delusa dall’atteggiamento americano, non lasciando grandi speranze per nuove negoziazioni.

Alla vigilia della FED

Domani ci si aspetta una giornata segnata dalle decisioni della Banca Centrale Americana, che dovrebbe procedere ad un nuovo rialzo dei tassi di interesse, portando il costo del denaro al 2,25%.

Grande attesa per la conferenza stampa di Powell, durante la quale si cercherà di interpretare le future mosse di politica monetaria.

L’attesa per la decisione di domani ha fatto muovere le principali valute, con l’Euro che si riporta sotto l’1,18 toccato ieri.

Le mosse del Tesoro

A Milano si è conclusa positivamente l’asta dei CTZ, con rendimento in calo allo 0,715%.

Collocati anche nuovi BTP indicizzati all’inflazione dell’area Euro per un miliardo, al tasso dell’1,65% con scadenza 2032.

 

I DAZI ABBATTONO I MERCATI

L’introduzione dei nuovi Dazi

Avvio di settimana con il segno rosso per i mercati europei, schiacciati dall’introduzione dei nuovi dazi da parte degli Stati Uniti contro la Cina.

La Banca Centrale Europea è concorde nel ritenere che la politica protezionistica degli USA rischia di penalizzare la crescita dell’economia europea, nonostante tutto ancora positiva.

Le dichiarazioni del Governatore Mario Draghi confermano la prospettiva che nonostante la strategia del QE si stia avviando al suo compimento, le strategie accomodanti proseguiranno anche dopo la fine dell’anno in corso.

Dichiarazioni importanti, che hanno sospinto la valuta europea a superare nuovamente il rapporto di 1,18 contro il dollaro americano.

Timori arrivano anche dal fronte petrolifero, con il rally dell’oro nero che non accenna a fermarsi.

A Milano proseguono i timori per la nuova legge di Bilancio, timori che hanno fatto sobbalzare lo spread a quota 242 punti base, portando il rendimento del decennale al 2,94%.

 

 

WALL STREET TRAINA I MERCATI EUROPEI

Una Wall Street senza freni continua a trainare i mercati europei e a registrare nuovi record.

I nuovi dazi attesi per lunedì prossimo sembrano non toccare gli investitori.

Più che sui dazi, in questo frangente, l’attenzione si sta concentrando sull’epilogo della Brexit, dopo che Theresa May si è vista rifiutare la possibilità di chiudere la partita durante il prossimo summit di Salisburgo.

A casa nostra inoltre sembra non aver sortito effetto il giudizio di Fitch, che ha rivisto la crescita di quest’anno dell’Italia all’1,2% dal precedente 1,3%.

Ritraccia nuovamente lo spread tra BTP e Bund tedeschi, attestandosi a 221 punti base, portando il rendimento del nostro decennale al 2,67%.

Chiudiamo la settimana parlando come di consueto di cambi, focalizzandoci questa volta più sulla sterlina, che ha perso forza sia nei confronti dell’euro sia nei confronti del dollaro americano.

Il fattore dominante di questa discesa è da imputare al mancato epilogo sulla Brexit auspicato dalla premier britannica, come già raccontato poco sopra, amareggiata dal fatto che non vi siano state motivazioni concrete alla bocciatura di Salisburgo.

L’euro chiude la seduta sul dollaro americano a 1,1744 mentre il prezzo del petrolio perde forza sulle indiscrezioni di un aumento della produzione da parte dell’Opec.

 

AMERICA SENZA FRENI SPINGE I MERCATI

L’America sembra non avere freni e spinge i mercati europei al rialzo.

I risultati oltre le attese degli analisti sulla salute dell’economia americana spazzano via i timori degli imminenti nuovi dazi contro la Cina, previsti per lunedì prossimo.

Apparente indifferenza anche in Europa su una possibile Brexit priva di accordo.

Sul fronte italiano rimane viva l’attesa per la nuova legge di bilancio ormai alle porte, ago della bilancio dell’andamento dello spread tra BTP e Bund che oggi si è riportato a quota 223 punti base, trascinando il settore bancario in volatilità.

I timori dell’OCSE

Secondo le ultime stime dell’Ocse, l’espansione dell’economia mondiale sarebbe giunta all’apice.

Non si sta prevedendo per il prossimo futuro un ritorno alla recessione, ma i segnali che ci possa essere nei prossimi anni un rallentamento, sono plausibili.

Le stime non sono tuttavia allarmanti, in quanto il PIL mondiale è visto crescere quest’anno e anche il prossimo del 3,7%, limando le precedenti previsioni di uno 0,1% per l’anno in corso e di uno 0,2% per il 2019.

Le cause sono da identificarsi nel quadro politico incerto, nelle previsioni di rialzo dei tassi di interesse e nella possibilità che da qui in avanti vi sia un rallentamento nella creazione di nuovi posti di lavoro.

Cambi e Petrolio

L’Euro supera quota 1,17 nei confronti del dollaro americano, portandosi a 1,175.

Dopo lo sprint delle ultime sedute arretra l’oro nero, con il Wti a 70,59 dollari al barile e il Brent a 78,75.

 

MINERARI, AUTO E BANCARI SOSTENGONO I MERCATI

In questo mercoledì di borsa i mercati vengono sostenuti dal settore minerario, dal comparto auto e dai bancari.

La guerra dei dazi tra USA e Cina sembra non spaventare.

Anzi, Wall Street sfreccia alla ricerca dei massimi dell’anno, con il Nasdaq tuttavia debole, appesantito dalla guerra commerciale e dalla ricerca di un accordo sostitutivo al Nafta con il Canada.

Lo sprint bancario di Piazza Affari

A Milano le banche proseguono il loro rally, noncuranti della correzione dei Btp.

Lo spread tra il nostro decennale e il Bund tedesco si riporta a quota 220 punti base dopo aver toccato i minimi nella seduta di ieri, dall’insediamento del nuovo governo.

Il rendimento si attesta al 2,68% su base annua

Cambi e petrolio

Il cambio euro/dollaro americano rimane stabile, con la moneta unica europea poco sotto l’1,17.

Il petrolio prosegue i rialzi, sostenuto oggi dal dato in calo delle scorte negli USA.

La riunione della BoJ

Nulla di nuovo sul fronte giapponese.

La Banca Centrale del Giappone ha deciso, come previsto, di mantenere una politica monetaria ultra accomodante, decidendo di mantenere i tassi di interesse bassi per un periodo ancora lungo.

Tra i motivi più rilevanti di questa decisione vi è la politica protezionistica di Trump.

MERCATI EUROPEI POSITIVI CON I NUOVI DAZI

Nonostante l’annuncio di nuovi dazi, i mercati europei chiudono positivi.

Verranno colpiti prodotti di importazione cinese per 200 miliardi di dollari.

La Cina contrattacca con tariffe doganali per 60 miliardi di dollari di prodotti americani.

Un braccio di ferro tra le due potenze che fa tuttavia sperare in una continuazione delle trattative, dal momento che Trump partirà con un’aliquota del 10% per farla salire al 25% solo nel 2019.

Stessa strategia per la Cina, che parte dal 5% per spostarsi solo successivamente al 10%.

Giochi di potere per arrivare ad un accordo definitivo?

Possibile. Ma intanto la guerra commerciale continua.

Lo spread sembra rientrare

A Piazza Affari il dato più rilevante di giornata è il proseguo della riduzione dello spread che tocca i 212 punti base, il livello più basso mai registrato dalla nascita del nuovo governo, con il decennale al 2,7% annuo.

Il quadro europeo

mercati con segno verde generalizzato sostenuti dal comparto auto e dal settore bancario, nonostante in merito a quest’ultimo il Governatore della Banca Centrale Europea Mario Draghi abbia posto la sua attenzione sul fatto che il mercato europeo sia frammentato e che la strada per una più concreta stabilizzazione è ancora irta di ostacoli da superare.

Fronte cambio e petrolio

L’Euro rimane stabile sui livelli delle scorse sedute, poco sotto l’1,17 sul dollaro americano.

Da segnalare novità in merito al petrolio, con l’accettazione da parte dell’Arabia Saudita di poter vedere il prezzo del barile superare nel breve termine gli 80$.

 

MILANO LA MIGLIORE CON LO SPREAD IN CONTRAZIONE

L’inizio di settimana

Milano la migliore con lo spread in contrazione grazie a Tria, il ministro dell’ Economia che punta a rispettare i paletti europei sul rapporto deficit/PIL.

In testa il settore bancario, che compensa le discese del comparto del lusso e delle utility.

Oltreoceano troviamo un’America debole, penalizzata dai timori di una nuova ondata di dazi del Presidente contro la Cina.

Chiudiamo con i cambi e il petrolio: euro contro dollaro americano a 1,1689, oro nero praticamente invariato dalla fine della scorsa settimana

MERCATI: CHIUSURA DI SETTIMANA POSITIVA

Il Finale di settimana dei mercati

Economia statunitense florida, produzione industriale positiva e fiducia dei consumatori in ascesa spingono i mercati europei in questo finale di settimana.

Recupera il dollaro statunitense nei confronti dell’euro, stabilizzando il cambio sotto 1,17.

Petrolio poco mosso, con il barile americano a 68,6 dollari e quello londinese a 77,9.

Sembra proseguire l’intenzione del Presidente americano Donald Trump ad imporre i dazi nei confronti della Cina, nonostante questa non sia minimamente spaventata dalle minacce.

In Europa spiccano comparto auto e materie prime, con la Germania a guidare la salita dei listini.

In Italia si allarga il debito pubblico, con i commissari europei ammonitivi su un rapporto deficit-PIL sopra il 130%.

Sempre in merito al nostro Paese, altro dato rilevante è l’aumento dell’inflazione, con il tasso che registra un valore su base annua pari all’1,6%.

Concludiamo con lo spread, stabilizzatosi per il momento a 236 punti base, con il decennale che rende il 2,81% annuo.

 

 

BCE E PETROLIO ARRESTANO I MERCATI

Il punto sulla giornata

Stime di crescita dell’Area Euro inferiori del previsto e rallentamento dell’inflazione USA arrestano i mercati.

Riavvio dei colloqui tra USA e Cina sui dazi e rialzo dei tassi di interesse al 24% da parte della Banca Centrale Turca non bastano come notizia a portare la chiusure delle borse in territorio positivo.

Dulcis in fundo la discesa del petrolio.

Il nostro listino ha sofferto anche a causa del Commissario Europeo agli Affari Economici Moscovici che insiste ad affermare il nostro “essere un problema”, auspicandosi di vedere una legge di bilancio credibile.

Nonostante tutto lo spread non è stato influenzato.

l’Opec riduce le previsioni di crescita di domanda del greggio

La Bank of England mantiene invariata la propria politica monetaria sulla scia della BCE mentre la Banca Centrale Turca, come già accennato all’inizio, alza i tassi.

La riunione della BCE

Ciò che si pensava è stato: tutto invariato.

Tassi di interesse fermi almeno fino alla prossima estate e QE in conclusione a fine anno.

 

 

 

 

BORSE E PETROLIO VOLANO CON L’URAGANO

La giornata sui mercati

  • Borse Europee in rialzo
  • Piazza Affari chiude in rialzo dopo aver vissuto quasi tutta la seduta in negativo sulla notizia che il Movimento 5 Stelle avrebbe avuto intenzione di far inserire nella legge di Bilancio, dal Ministro dell’Economia Tria, 10 miliardi in più per la legge sul Diritto di Cittadinanza. Questo ha provocato durante la seduta sia un consistente calo dell’indice, sia il rialzo dello spread. A notizia smentita il recupero degli asset.
  • Cambio Euro/Dollaro stabile e petrolio in volata sulle prospettive dei danni che causerà l’Uragano Florence, dopo l’emanazione dell’ordine di evacuazione per 1,7 milioni di americani
  • Lo Stato Italiano colloca BOT ad un anno con rendimento in calo allo 0,436%
  • Sentiment di attesa per la riunione della BCE di domani
  • Cina sempre più intenzionata a chiedere l’autorizzazione a sanzionare gli USA
  • Registrato rallentamento della produzione industriale in Europa e forte rialzo degli occupati in Italia a giugno

Le storie di giornata a Piazza Affari

  • Prysmian in difficoltà sulla notizia dello stop dei collegamenti tra Scozia e Galles
  • Atlantia prosegue a ricercare la risalita sulle indiscrezioni che vedono per il momento una smentita sul fatto che si vedrebbe revocare la concessione per l’A10
  • Telecom insiste nella discesa, appesantita dal futuro incerto della compagnia e sulla possibile vendita di Sparkle
  • Sprint per Salvatore Ferragamo, dopo i rumors riguardanti l’intenzione della famiglia della compagnia di voler trattare con un fondo di Private Equity per la vendita della società e alcuni asset immobiliari
  • I titoli della Galassia Agnelli spiccano il volo grazie alle promozioni degli analisti
  • Saipem Tenaris seguono di pari passo lo sprint del petrolio