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Weekly Mercati – Commento della settimana 17 – 21 Luglio 2017

 

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Weekly Mercati – Commento della settimana 3 – 7 Luglio 2017

 

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Weekly Mercati – Commento della settimana 22 – 26 Maggio 2017

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Weekly Mercati – Commento della settimana 15 – 19 Maggio 2017

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Weekly Mercati – Commento della settimana 2 – 5 Maggio 2017

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Weekly Mercati – Commento della settimana 3 – 7 Aprile

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Aggiornamento settimanale sui mercati

Market-Movers della settimana: Banche, Petrolio, Dati macro-economici

Rientrate momentaneamente le preoccupazioni per il futuro orientamento delle Banche Centrali, in settimana si è registrato un ritorno di negatività sui mercati finanziari, tradottosi in un’ondata di vendite che ha colpito in particolare banche e titoli del settore Energia. La discesa del petrolio prima della riunione dell’OPEC e i timori per le condizioni finanziarie della banca tedesca Deutsche Bank, che dovrà far fronte al pagamento di una sanzione di 14 miliardi di dollari agli Stati Uniti per le vicende legate ai subprime, hanno infatti spinto le Borse al ribasso ed alimentato la domanda degli asset “rifugio”. Il trend negativo ha avuto una battuta d’arresto solo tra mercoledì e giovedì scorso, quando a sorpresa è arrivato l’accordo tra i principali Paesi produttori di petrolio per un taglio della produzione, il primo dal 2008; tale decisione ha infatti spinto al rialzo petrolio e indici azionari globali. Tuttavia, i mercati hanno ripiegato nuovamente al ribasso in chiusura di settimana; ancora una volta a guidare la discesa è stata Deutsche Bank, sotto pressione da inizio settimana, dopo la decisione di una decina di hedge fund di ridurre l’esposizione alla banca tedesca. Sul piano macro, il dato del PIL americano relativo al secondo trimestre è uscito meglio delle stime di consenso, crescendo del +1.4% t/t (vs. +1.1% precedente e +1.3% atteso).

News-flow macro: negli Stati Uniti le vendite di nuove case sono scese ad agosto del -7.6% m/m (vs. +13.8% precedente e -8.3% stimato). Gli indici PMI preliminarei di servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 51.9 (vs. 51 precedente e 51.2 atteso) e 52 (vs. 51.5 precedente). L’indice di fiducia dei consumatori è salito a settembre a 104.1 (vs. 101.8 precedente e 99 stimato). Gli ordini di beni durevoli si sono attestati ad agosto allo 0% (vs. +3.6% precedente e -1.5% atteso). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 254K (vs. 251K precedente e 260K stimato). Gli indici dell’Università del Michigan su sentiment e aspettative economiche si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 91.2 (vs. 89.8 precedente e 90 atteso) e 82.7 (vs. 81.1 precedente). Nell’Area Euro gli indici IFO su clima commerciale ed aspettative economiche in Germania si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 109.5 (vs. 106.3 precedente) e 104.5 (vs. 100.1 precedente). Nel complesso dell’Area la fiducia economica è salita a settembre a 104.9 (vs. 103.5 precedente). In Germania l’indice CPI armonizzato UE si è attestato a settembre allo 0% m/m (vs. -0.1% precedente); su base annuale l’indice è salito del +0.5% (vs. +0.3% precedente). In Germania le vendite al dettaglio sono scese ad agosto del -0.4% m/m (vs. +0.5% precedente e -0.2% atteso). Nel complesso dell’Area l’indice CPI core è rimasto a settembre al +0.8% a/a (vs. +0.9% stimato). In Giappone le vendite al dettaglio sono scese ad agosto del -1.1% m/m (vs. +1.5% precedente e -0.6% atteso). L’indice CPI nazionale (esclusi i prezzi di Alimentari e Energia) si è attestato ad agosto al +0.2% a/a (vs. +0.3% precedente e +0.2% atteso). La produzione industriale è salita ad agosto, in base alla prima lettura dei dati, del +1.5% m/m (vs. -0.4% precedente e +0.5% stimato); su base annua la produzione industriale è aumentata del +4.6% (vs. -4.2% precedente e +3.4% atteso). In Cina gli utili industriali sono saliti ad agosto del +19.5% a/a (vs. +11% precedente). L’indice Caixin PMI manifatturiero si è attestato a settembre a 50.1 (vs. 50 precedente e 50.1 stimato).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei tassi sulle curve benchmark americana e Euro, fatta eccezione per il tasso a 2Y US; guardando al movimento dei tassi in un mese, la parte a lungo termine della curva US ha registrato un lieve spostamento verso l’alto, mentre i tassi a breve si sono ridotti; per la curva euro, ad eccezione del tasso a 30Y, si è osservato una riduzione dei tassi. I differenziali di rendimento tra governativi decennali periferici e Bund hanno chiuso ad un livello più basso rispetto alla settimana precedente, salvo lo spread BTPs-Bund; con riferimento al Credito, gli indici CDS hanno allargato in settimana, in particolare per il comparto dei Financials.

 

Aggiornamento settimanale sui mercati

Market-movers della settimana sono le Banche Centrali, il Petrolio e i Dati macro-economici

In settimana le preoccupazioni per un possibile minore supporto da parte delle Banche Centrali, che hanno guidato l’orientamento degli investitori e determinato la recente ondata di vendite, si sono allentate con le riunioni della BoJ e della Fed del 21 settembre, determinando un’inversione di trend dei mercati. La prima spinta al rialzo è arrivata dalla Banca Centrale giapponese che, a sorpresa, ha deciso un cambio di strategia di politica monetaria, lanciando una terza fase del programma di QQE “con controllo della curva dei rendimenti”; l’obiettivo è quello di mantenere il rendimento dei titoli decennali al livello attuale, nonché quello di spingere al rialzo le aspettative d’inflazione in modo da portare l’inflazione core oltre e non più solo al livello target del 2%. La BoJ non ha dunque né tagliato ulteriormente i tassi, né optato per un incremento dell’ammontare mensile di acquisti di titoli di stato, riservandosi tuttavia la possibilità di attivare una più ampia gamma di strumenti. L’annuncio della BoJ è stato seguito da un forte rimbalzo delle Borse asiatiche, accompagnato dal marcato deprezzamento dello Yen, estesosi agli altri listini internazionali. I rialzi sono stati poi sostenuti dalla decisione della Fed di rinviare il rialzo dei tassi, probabilmente a dicembre. Solo nella giornata di venerdì le Borse hanno ripiegato lievemente al ribasso, sulla scia della discesa del petrolio e dei dati di crescita per l’Area Euro. L’indice PMI composite nell’Area è infatti sceso ancora a settembre, attestandosi a 52.6 (vs. 52.9 precedente e 52.8 di consenso) in base alla prima lettura del dato; un segnale di una ripresa che fa fatica a rafforzarsi.

News-flow macro: negli Stati Uniti le costruzioni di nuove case sono scese ad agosto del -5.8% m/m (vs. +1.4% precedente e -1.7% stimato); le vendite di case esistenti sono scese ad agosto del -0.9% m/m (vs. – 3.4% precedente e +1.1% atteso). Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 252K (vs. 260K precedente e 261K atteso). L’indice PMI manifatturiero preliminare è sceso a settembre a 51.4 (vs. 52 precedente e 52 atteso). Nell’ Area Euro l’indice dei prezzi alla produzione in Germania è sceso ad agosto del -0.1% m/m (vs. +0.2% precedente e 0% stimato); su base annua l’indice è sceso del -1.3% (vs. -1% precedente). Gli indici PMI manifatturiero, dei servizi e composite della Germania si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 54.3 (vs. 53.6 precedente), 50.6 (vs. 51.7 precedente) e 52.7 (vs. 53.3 precedente). Nel complesso dell’Area i PMI manifatturiero, dei servizi e composite si sono attestati a settembre, rispettivamente, a 52.6 (vs. 51.7 precedente), 52.1 (vs. 52.8 precedente) e 52.6 (vs. 52.9 precedente). In Giappone le esportazioni ed importazioni si sono attestate ad agosto, rispettivamente, a -9.6% a/a (vs. -14% precedente) e – 17.3% a/a (vs. -24.7% precedente). L’indice preliminare Nikkei PMI manifatturiero è salito a settembre a 50.3 (vs. 49.5 precedente).

Sui mercati obbligazionari si è osservato in settimana una riduzione generalizzata dei tassi sulle curve benchmark americana e Euro; guardando al movimento dei tassi in un mese, la curva US ha registrato uno spostamento verso l’alto che, per la curva euro ha interessato la parte a lungo termine, mentre i tassi a breve si sono ridotti. I differenziali di rendimento tra governativi decennali periferici e Bund sono tornati a stringere in settimana; con riferimento al Credito, gli indici CDS si sono ridotti.

Aggiornamento settimanale sui mercati

Disponibile il nuovo aggiornamento settimanale sui mercati finanziari, curato ed elaborato da Fideuram Investimenti

I temi di questa settimana prendono in esame l’ondata di vendite generalizzate sui mercati finanziari, causate dalle incertezze sulle future azioni delle Banche Centrali e dall’indebolimento del prezzo del petrolio.

Per disporre del documento di analisi Vi invito a cliccare (o toccare) l’immagine sottostante

AGGIORNAMENTO SUI MERCATI

Aggiornamento settimanale sui mercati

A Vostra disposizione il nuovo aggiornamento settimanale sui mercati finanziari curato ed elaborato da Fideuram Investimenti.

I temi della settimana prendono in esame l’assenza di novità rilevanti da parte della BCE e la conseguente delusione per i mercati.

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AGGIORNAMENTO SUI MERCATI