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Perché preferire il Consulente Finanziario alla banca tradizionale

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di Matteo Bagno

L’approccio consulenziale diventa giorno dopo giorno sempre più la corretta alternativa ad un rapporto bancario e finanziario svolto all’interno di un sistema tradizionale di istituti concepiti come mere imprese commerciali dedite alla pura e semplice vendita al dettaglio di prodotti finanziari.

Nonostante la realtà dei fatti spinga il cliente a rivolgersi sempre più spesso verso la figura professionale del Consulente Finanziario, è cosa giusta e corretta sottolineare che non tutti i consulenti sono soliti operare nello stesso modo, ragion per cui, quando si decide di optare per un rapporto con il consulente, è necessario ponderare con attenzione la propria scelta finale tramite uno o anche più colloqui conoscitivi, finalizzati a stabilire a priori sia le proprie esigenze, sia le condizioni economiche e relazionali che si vogliono ottenere da un rapporto che diventerà da questo momento individuale e personalizzato.

Che cosa cerca il cliente dal rapporto con il proprio Consulente ?

Innanzitutto chiarezza e sincerità.

Sarebbe inutile avere un rapporto con un consulente di cui non ci fidiamo e che ci spiega le cose male o con tecnicismi che facciamo fatica a comprendere.

Ma attenzione: la fiducia è una cosa che va conquistata e consolidata nel tempo, per questo torno a ribadire il concetto chiave che la scelta su chi sarà il proprio Consulente Finanziario non deve essere presa frettolosamente o alla leggera, ma se fatta in modo corretto necessita di alcuni incontri preliminari finalizzati soprattutto alla conoscenza reciproca.

Questo non dovrebbe valere solo nel mio campo di competenza ma in tutti i settori professionali che prevedono un rapporto individuale cliente/consulente.

I punti chiave che portano il cliente ad abbandonare l’istituto commerciale della banca tradizionale sono molteplici e il più delle volte vanno oltre la sola ricerca della miglior gestione e rivalutazione del proprio patrimonio.

Il cliente prima di tutto cerca un punto di riferimento fisso, una persona che lo segua, lo aiuti e lo educhi finanziariamente al fine di non commettere più quegli errori che forse si è trovato a fare in passato.

Il cliente vuole flessibilità.

Vuole una persona che non gli imponga degli orari fissi per vedersi e discutere, ma una persona che gli venga incontro con le sue esigenze lavorative e familiari e che , all’occorrenza, possa addirittura raggiungerlo a casa o sul posto di lavoro.

Il cliente, prima di cercare una figura professionale che gli faccia, detto brutalmente, “guadagnare soldi”, ha bisogno di trovare un “Problem Solver”, una persona che sia in grado di risolvere i problemi legati, ovviamente, al proprio campo di competenza, ma che sia anche in grado, all’occorrenza, di aiutarlo nella ricerca di altre figure professionali in grado di aiutarlo nella gestione delle proprie esigenze extra bancarie e finanziarie.

Il cliente ha bisogno di una persona di riferimento che sappia quello di cui ha bisogno, in modo da sentirsi tranquillo e appagato del servizio offerto.

Il punto di forza del Consulente Finanziario, concepito come figura indipendente dalla struttura bancaria di riferimento con la quale ha stretto un mandato di agenzia, è la totale autonomia nella scelta dei servizi e delle proposte che può offrire ai propri clienti.

Pertanto, i clienti che optano per l’approccio consulenziale, possono godere di quella personalizzazione che la banca tradizionale non è, per struttura, in grado di offrire, in quanto costituita da operatori dipendenti obbligati a sottostare ad una politica aziendale legata al raggiungimento di budget e alla proposta di prodotti finanziari interni alla struttura bancaria e pertanto limitati nella propria offerta alla clientela.

Il Consulente Finanziario, non certamente, purtroppo, la loro totalità, ma il Consulente che sa beneficiare in maniera corretta della propria autonomia e ha come obiettivo primario la piena soddisfazione del proprio cliente, ha l’opportunità di offrire tutto ciò che il mercato finanziario può mettere a disposizione, pianificando realmente in modo corretto la vita finanziaria dei suoi clienti.

Aiutami a soddisfare al meglio le tue esigenze

Il lavoro di un bravo Consulente Finanziario, oltre a quello di assistere in modo ottimale e professionale i propri clienti e tutti coloro che ne richiedano l’ausilio, ritengo sia anche quello di:

  • Educare finanziariamente le persone, svolgendo un’accurata attività didattica attraverso corsi formativi selezionati

 

  • Ascoltare le persone, chiedendo loro quali siano i temi che desiderano approfondire e i servizi che vorrebbero integrare al rapporto standard attualmente in essere con il proprio consulente, così da raggiungere un livello di soddisfazione che vada oltre i normali standard di mercato.

 

Sembra banale, ma molte volte viene confuso il termine “sentire” con il termine “ascoltare”

A questo proposito, essendo per indole un professionista costantemente alla ricerca di idee e soluzioni innovative da provare, testare e proporre, Vi invito a partecipare ad un breve sondaggio che ho preparato, grazie al quale potrete da un lato darmi un parere su ciò che sto sviluppando e dall’altro fornirmi idee aggiuntive per il prossimo futuro.

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Articolo tratto da “Il Gazzettino”

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Ecco il Pubbliredazionale che è stato pubblicato su Il Gazzettino di oggi, martedì 31 maggio.

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